Il Tirreno

Prato

Nasce un bambino e la luce si accende lungo viale Piave

Nasce un bambino e la luce si accende lungo viale Piave

L’iniziativa dell’oratorio di Sant’Anna alla quale aderiscono Diocesi, Comune e Asl: «Un gesto piccolo di grande significato»

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Una luce in corrispondenza dello striscione azzurro se il nato è un maschietto, sopra lo striscione rosa se la cicogna ha portato una femminuccia. Sulla facciata della chiesa di Sant'Anna in viale Piave è partito, ieri, il progetto "Nasce una vita" promosso dall'oratorio di Sant'Anna e subito sposato dall'Azienda Usl Toscana centro e dall'ospedale Santo Stefano, dalla diocesi e dal Comune in collaborazione con il Centro di aiuto alla vita, il movimento per la vita e la fondazione Ami.

Ogni volta che al Santo Stefano ci sarà un nuovo arrivato, i genitori del nascituro potranno accedere in una stanza all'interno del reparto di maternità dove c'è un tablet e su questo cliccare se è nato un bimbo o una bimba. Immediatamente si accenderà uno dei due lampioni sulla facciata della chiesa di Sant'Anna. Prima tre flash poi la luce resterà fissa per dieci minuti.

Un segno semplice quanto importante per sottolineare l'importanza di una nuova vita non solo per i genitori ma per l'intera comunità. L'inaugurazione del progetto è toccata a due gemellini, Cosimo e Zeno, nati al Santo Stefano venerdì mattina. Trascorsi cinque minuti dall'accensione la lampada ha fatto altri due flash per segnalare che si trattava di un parto gemellare. Poco dopo ecco che anche la luce rosa si è accesa, al nosocomio pratese è nata una bambina.

La presentazione di "Nasce una vita" nelle sale dell'oratorio di Sant'Anna dove in diretta skype i presenti hanno seguito i momenti in cui il babbo dei due bambini eseguiva le procedure per far accendere la luce, mentre fuori dalla chiesa una web cam mostrava il momento in cui il lampione ha segnalato i nuovi arrivati in città. Lasciando la propria mail, i genitori del nascituro riceveranno una foto della facciata della chiesa con la luce accesa.

«Con questa iniziativa - spiega Corrado Caiano responsabile dell'oratorio di Sant'Anna - vogliamo sottolineare una cosa bella come la nascita. La luce, quindi, come simbolo e segno affinché chi passa in viale Piave possa gioire per una nuova vita. La cosa è semplice: i genitori che lo desiderano, dopo la nascita del loro figlio, possono accedere in una stanza del reparto di maternità e dal tablet collocato al muro cliccare sul bottone azzurro o rosa e far accendere la luce». Si dice contento dell'iniziativa il vescovo monsignor Franco Agostinelli: «Una vita che nasce è un mistero grande e di una portata unica - sottolinea - Un gesto semplice quello che presentiamo oggi ma che racchiude tanto». Il sindaco Matteo Biffoni si è soffermato spiegando come una nascita sia un momento da celebrare non solo per la famiglia ma l'intera comunità. «Non si cresce se non ci sono nascite - dice il primo cittadino - E questo gesto è anche un modo per esternare la gioia incontenibile dei momenti che seguono l'arrivo dei figli, trasmettere anche agli altri una felicità che non si può descrivere». Alla presentazione dell'iniziativa erano presenti anche Giansenio Spinelli direttore dell'area materno infantile del Santo Stefano e Federico Mannocci della direzione sanitaria del presidio ospedaliero di Prato. E' intervento anche il consigliere regionale Nicola Ciolini che ricorda quando lui e Caiano proposero il progetto al direttore generale dell'Ausl Toscana centro Paolo Morello subito entusiasta della cosa. «Sarebbe bello se il progetto potrà arricchirsi - spiega Ciolini - magari con dei tabelloni luminosi con il nome del nascituro e sono sicuro che altre luci come queste ci saranno presto in giro per la Toscana. La cosa racchiude in un piccolo gesto un grande significato». In Italia esiste un'iniziativa analoga solo a Bologna.

Azelio Biagioni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera