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Prato

movimento 5 stelle

«Il Comune non si costituisce parte civile nel processo»

PRATO. Il Movimento 5 Stelle del consiglio comunale di Prato e il gruppo in consiglio regionale si sono espressi, con chiarezza, contro il trasferimento dei 40 ospiti della rsa di Narnali, anche...

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PRATO. Il Movimento 5 Stelle del consiglio comunale di Prato e il gruppo in consiglio regionale si sono espressi, con chiarezza, contro il trasferimento dei 40 ospiti della rsa di Narnali, anche depositando un’interrogazione a firma del consigliere regionale Andrea Quattrini. «Inaccettabile - scrive - che si sconvolga l’equilibrio di 40 anziani e delle loro famiglie per sopperire all’incapacità di programmazione del Partito democratico».

I pentastellati pratesi attaccano anche sul fatto che il Comune non si è costituito parte civile nel processo per i maltrattamenti nella Rsa.

«Apprendiamo con rabbia e sconcerto - scrivono in una comunicato a firma Silvia La Vita, Gabriele Capasso e Mariangela Verdolini - che il sindaco ha scelto di non costituire il Comune di Prato come parte civile per il processo sui maltrattamenti della rsa di Narnali. Troviamo questa scelta incomprensibile e in pieno stile Pd, ovvero zero fatti e tante belle parole, dopo aver riempito per giorni i giornali con dichiarazioni». «Apprendiamo inoltre - proseguono - che la Asl, ovvero sempre il Pd, ha deciso di chiudere la rsa di Narnali per far posto a posti letti di cure intermedie, con il consenso del sindaco. La rsa di Narnali è l'ultima rsa totalmente pubblica della provincia, gli utenti saranno quindi smistati in strutture private, subendo peraltro un ulteriore stress emotivo. Ci sembra ormai chiaro, dopo la convenzione firmata dalla Asl con Villa Fiorita, l'intento del Pd di privatizzare la sanità pubblica. Se mancano strutture pubbliche bastava adeguare e ristrutturare il vecchio ospedale, senza demolirlo spendendo tra acquisto, demolizione, bonifica e riqualificazione milioni e milioni di euro. Il M5S e i suoi consiglieri, come amministratori del Comune- concludono - si scusano con le famiglie degli utenti coinvolti per queste gravi mancanze politiche».

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