Il presidio
Materne, mancano gli insegnanti
Non ci sono supplenti disponibili, si cerca anche tra i diplomati
PRATO. Vietato ammalarsi o assentarsi per pochi giorni perché le scuole non sono in grado di trovare maestri supplenti a cui affidare i bambini.
Gli insegnanti dell'infanzia e della primaria a Prato sono una specie rara, anzi, rarissima. Non se ne trovano in giro perché coloro che appartengono alle vecchie graduatorie del concorso stanno tutti già lavorando e i nuovi candidati sono da reclutare, impantanati ancora nella correzione delle prove del concorsone 2016 per queste categorie che non sarà ultimata prima della prossima primavera.
Le scuole stringono la cinghia e cercano di aver cura dei loro pochi insegnanti.
Alcuni istituti si sono messi a reclutare insegnanti con diploma magistrale ante 2001-2002 e addirittura i laureandi di Scienze della formazione.
Ovunque questi insegnanti stanno lavorando con domande di “messa a disposizione”, il mad, termine tecnico per indicare docenti che si autocandidano nelle scuole e non appartengono ad alcuna graduatoria ne' provinciale ne' di istituto. Basta quindi avere i giusti requisiti che, chiunque, può essere scelto per un incarico all'infanzia e alla primaria.
Lo stesso sindacato Flc Cgil di Prato sul proprio sito da alcuni giorni ha inserito l'informativa per invitare gli interessati a presentare Mad per gli incarichi e rispondere, così, alle tante necessità delle scuole pratesi.
Non va meglio neppure negli istituti secondari di primo e secondo grado.
Se per adesso con le nomine “fino ad avente diritto” si è messa una pezza sui tanti posti vacanti sia sul sostegno che sulla disciplina, intorno al 10 novembre si dovrebbe procedere a nuove convocazioni annuali che tengano conto delle decine di sentenze del Tar o del Consiglio di Stato favorevoli e depositate sulle scrivanie dell'ufficio scolastico territoriale. In questo caso molti docenti potranno essere inseriti nelle graduatorie ad esaurimento ed avere priorità su nuovi incarichi. Si rifaranno i giochi, alla faccia della continuità didattica e del sostegno assegnato ad alunni in difficoltà.
Martina Altigeri
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
