Il Tirreno

Prato

Piano mobilità

Alla stazione centrale 300 posti auto in più

Cristina Orsini
La stazione centrale trasformata in un hub della mobilità pubblica
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La stazione centrale trasformata in un hub della mobilità pubblica

Meno soste in piazza Mercatale, come cambiano le tariffe: il piano della mobilità

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PRATO. Mobilità, si cambia. Nell’era della velocità, il Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums, presentato alla città, alle categorie economiche e agli investitori ieri mattina in una convegno alla Camera di commercio), inverte la tendenza e disegna una mobilità lenta all’interno della cinta muraria: sia sul fronte dei mezzi usati per gli spostamenti (più bici usate per gli spostamenti quotidiani, più mezzi pubblici, più percorsi pedonali) sia sul fronte dei limiti della velocità, individuando una serie di zone a 30 chilometri l’ora (aree nelle quali le sezioni stradali dedicate a pedoni, auto, bici e bus hanno pari dignità) davanti alle scuole, ai presidi sanitari, alle aree votate al commercio e nelle frazioni. Una rivoluzione al contrario «che tiene conto delle esigenze dei cittadini e dell’ambiente - hanno detto l’assessore alla Mobilità Filippo Alessi e Patrizia Malgeri di Trasporto e Territorio, la società di pianificazione che insieme ai tecnici del Comune ha redatto il piano - e che ha come fulcro il concetto di sicurezza».

Un Piano che guarda avanti, che pianifica la mobilità del futuro in un arco di dieci anni (dal 2015 fino al 20125, il primo step amministrativo ieri pomeriggio con l’analisi degli elaborati nelle commissioni consiliari 3 e 4), dai costi importanti (una cinquantina di milioni) e che ha uno degli assi portanti nella realizzazione di un hub della mobilità pubblica alla stazione centrale. Molto passa da lì: 300 parcheggi in più ricavati in parte nell’area posteriore all’ingresso principale (via del Luzzato, via Giannone), con la trasformazione di circa 20.000 metri quadrati di ex capannoni dello scalo merci Fs (contatti in corso) da trasformare in area parcheggio auto, capolinea dei bus (che non si fermeranno più nella piazza antistante l’ingresso), in una velostazione (stazione per le biciclette), punto di interscambio gomma-ferro, gomma- bici, bike sharing, auto privata-car sharing, uffici, attività commerciali. Insomma, proprio un’altra cosa. Una svolta nei “modi di trasporto” che ha un altro tassello fondamentale nella rivoluzione della sosta, fuori e dentro la cerchia muraria, ovviamente in prospettiva: meno parcheggi in piazza Mercatale (che verrà riorganizzata), meno soste complessive in centro storico, nuove aree dove lasciare l’auto: piazzale Ebesee (Parco centrale), piazza del Mercato, stazione, con incentivi a chi sceglie di non sostare su strada ma nelle strutture chiuse e una quota di posti riservata ai residenti in centro storico.

E se le soste lunghe dei pendolari vengono allocate nei parcheggi scambiatori con servizi ferro-gomma per raggiungere il luogo di lavoro, le soste lunghe dei residenti passano per un aumento dei parcheggi pertinenziali (nella nuova edificazione con una revisione degli standard) e posti dedicati solo nelle aree - in particolare del centro - che entrano in conflitto con i luoghi votati al commercio e al divertimento. E’ qui che le tariffe mutano: abbonamenti crescenti, per sostare in strada, in relazione al numero delle auto possedute: sosta gratis per una sola auto a nucleo familiare; 80 euro di abbonamento annuale per la seconda auto in un nucleo con 2 persone; 40 euro per la seconda auto in un nucleo di 3 persone; 80 euro per un nucleo di 3 persone con 3 auto, 4 auto e oltre la tariffa massina a 100 euro. Nuove tariffe proposte anche per le soste brevi e modulate a seconda della vicinanza al centro e della durata della sosta: più cari i parcheggi centrali, tariffe incentivate per chi sceglie le strutture. In previsione: inasprimento delle sanzioni in caso di sosta illegittima.

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