Il Tirreno

Prato

Referendum, il No accusa il sindaco Biffoni

«Ha sbagliato a inaugurare il comitato per il Sì». Bosi: «Nessuna legge gli vieta di esprimere opinioni»

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PRATO. La presenza del sindaco Matteo Biffoni all'inaugurazione del comitato "Basta un Sì", martedì sera in via Pugliesi, per il Sì al referendum costituzionale di dicembre, non è piaciuta al Comitato provinciale per il No.

«Il sindaco Matteo Biffoni e la sua giunta non hanno ricevuto alcun mandato per rappresentare Prato rispetto alle dinamiche del quesito referendario - scrive in una nota il Comitato per il No cittadino - Ieri il sindaco, insieme alla quasi totalità dei suoi assessori, ha infatti battezzato la sede del comitato del Sì al referendum. Una scelta scorretta che entra a gamba tesa nella campagna elettorale e che non rappresenta una buona parte dei cittadini pratesi, anche di coloro che lo hanno votato. Sarebbe stato uguale se fosse stato per il No.Vogliamo inoltre che siano rispettate le regole e il corretto svolgimento della campagna - continua la nota - L'articolo 9 comma 1 della legge 28 del 22 febbraio 2000 infatti fa divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività in materia referendaria e elettorale dalla convocazione dei comizi elettorali (in questo caso dal 28 settembre) alla chiusura dei seggi". La risposta del Pd non si è fatta attendere. «Leggo con sincero stupore - ha dichiarato il segretario provinciale Gabriele Bosi - la polemica sollevata da parte del Comitato del No contro il sindaco Matteo Biffoni e la sua Giunta, "colpevoli" di aver partecipato insieme a tante persone all'inaugurazione della sede dei Comitati del Sì. Peccato che la legge da loro chiamata in causa si riferisca esplicitamente alle Amministrazioni locali in quanto enti: si vieta, cioè, che un Comune in quanto ente amministrativo dia, ad esempio, il proprio patrocinio ad una iniziativa promossa da una delle parti impegnate nella campagna elettorale. Non vieta certo ai singoli amministratori di fare campagna a titolo personale per le idee in cui credono, partecipando a una manifestazione pubblica». «O forse pensano, i sostenitori del No, che in questo paese esista davvero una legge che impedisce a sindaci e assessori di sostenere attivamente, in pubblico, le proprie opinioni?». «Sinceramente l'impressione che si ricava da questa uscita è che il Comitato del No, a livello locale come a livello nazionale, cerchi di fare polemica svicolando dai reali contenuti della riforma per concentrarsi invece su questioni che non c'entrano niente - conclude Bosi - Consiglierei a tutti di fare una serena campagna di discussione stando nel merito del dibattito costituzionale, senza approfittarne per sollevare polemiche campate per aria. Se poi fossero davvero convinti delle proprie tesi, i sostenitori del No potrebbero prendere di mira piuttosto il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che con una delibera di Giunta ha schierato tutto l'ente comunale (in quanto ente amministrativo) a sostegno delle tesi del No. Altro che inaugurazione di un Comitato».

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