Il presidio
Anziani maltrattati, l'imputata offre 87 euro di risarcimento alle vittime
L'operatrice sanitaria Lascialfari ha inviato a ciascuno un assegno circolare con una lettera. "Ammetto tutte le mie colpe. La cifra è esigua ma è il ricavato dell'unica cosa che avevo, la mia auto"
PRATO. Ha inviato un assegno di 87 euro a ciascuna delle vittime. Per ognuno c’era allegata una lettera in cui chiedeva perdono per i maltrattamenti a cui aveva sottoposto una decina di anziani ospiti della Rsa di Narnali. Una decina di righe in cui l’operatrice socio sanitaria Daniela Lascialfari ammette la propria responsabilità per tutti i reati per cui è accusata e sottolinea che non ci sono giustificazioni per quanto fatto. Nella lettera spiega anche il motivo della cifra esigua inviata a ognuno.
“Con la presente – scrive – preciso che la modesta somma e frutto della vendita dell’unico bene della sottoscritta, l’autovettura, poiché sono disoccupata e non ho alcuna forma di sostentamento. Chiedo perdono a lei personalmente e alla sua famiglia per quanto da me commesso pur sapendo che né le scuse né l’esigua somma possono risarcire il grave danno da me causato”. Lascialfari, difesa dagli avvocati Costanza Malerba e Federico Febbo, aveva ricavato solo 1.400 euro dalla vendita della vecchia auto. “Non si trattava certo – spiegano i legali – di un risarcimento ma di un gesto simbolico di pentimento”.
Due degli avvocati delle vittime, Michele Nigro e Pietro Biguzzi, hanno risposto alla lettera ritenendo l’offerta non ricevibile. "Non possono essere considerati risarcimento" ha spiegato Alberto Rocca, che rappresenta con Nigro alcuni familiari. "Avrei apprezzato più un pentimento sincero che questo escamotage. Tra l'altro gli assegni sono stati invitati anche ad alcune persone già decedute. Per quel che ci riguarda li abbiamo rispediti al mittente".
Sono sedici i capi di imputazione a cui deve rispondere la Lascialfari tanto che i difensori avevano avanzato una richiesta di patteggiamento a due anni, con la sospensione condizionale della pena. Richiesta che non ha trovato il consenso del pubblico ministero Egidio Celano, che ha invece chiesto per la donna (che ha la situazione processuale più complessa) 3 anni e 10 mesi di reclusione, tanto che la donna sarà giudicata con rito abbreviato. Nel processo ci sono 13 imputati di questi una parte ha chiesto il patteggiamento, un’altra andrà a rito abbreviato e l’altra affronterà l’udienza preliminare. Il 24 novembre il giudice si esprimerà sui riti alternativi e sugli eventuali rinvii a giudizio.
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