Il presidio
Va in pensione il direttore della biblioteca Lazzerini
Prato, il direttore Franco Neri ha guidato per 22 anni la biblioteca. "La Lazzerini cittadella della cultura"
PRATO. Lunedì 31 ottobre, il direttore della Biblioteca Lazzerini, Franco Neri, andrà in pensione. Al suo posto subentrerà Antonio Avitabile.
Che cosa si prova a lasciare la guida più che ventennale della biblioteca? Una biblioteca che lei ha contribuito a far crescere e ad affermarsi nel corso di questo lungo periodo?
«Gli anni di direzione a Prato, presso la Biblioteca Lazzerini e nella rete bibliotecaria, sono stati i più belli ed intensi della mia vita, professionale e personale. Con la pensione si chiude una fase della vita, in qualche modo “pubblica”, in cui ho cercato di esprimere impegno, responsabilità, passione, competenze. Alla valorizzazione della ricchezza culturale della città ho tentato di contribuire prima nel rinnovamento dei servizi della Lazzerini e nella costruzione della rete bibliotecaria provinciale, e poi con il progetto della nuova Biblioteca, la Campolmi».
Un breve excursus sulla sua “vita” professionale (oltre che direttore- funzionario del comune, è anche un esperto bibliotecario), trascorsa, prima a Empoli, poi a Prato dal lontano 1994?
«Nella mia formazione personale ha avuto un ruolo decisivo, da giovane, una persona, un maestro, molto amato in città: Agostino Ammannati, docente per 30 anni al Liceo Classico Cicognini. Da lui, che si considerava un “allievo” più anziano di Don Lorenzo Milani, ho appreso a 17 anni che la cultura, il sapere sono una ricchezza sociale degna di essere condivisa e partecipata. Dal 1980 al 1994 ho diretto la biblioteca comunale “R. Fucini” di Empoli.Poi a Prato dal 1 giugno 1994».
Com’è cresciuta la biblioteca e come si è trasformata dopo il trasferimento in Santa Chiara nel 2009?
«Ogni trasformazione in qualche modo è frutto dell'epoca. La Lazzerini, aperta nel 1978, nasceva dall'ambizione di offrire alla città ciò di cui per troppo tempo era stata priva: una biblioteca pubblica, aperta quindi a tutti i cittadini, che aveva i suoi punti di forza in un equilibrio fra qualità delle raccolte, competenze tecniche e culturali dei bibliotecari, un servizio di informazioni aperto tutta la giornata, quasi 60h settimanali, una forte attenzione alla storia locale, una ricchissima emeroteca, nuclei specialistici di ricerca e documentazione. Ma nel 1994, il mutare dei tempi, richiedeva soluzioni diverse: già nella “vecchia” sede si è realizzato un primo profondo rinnovamento complessivo della “mission”, ampliamento orari, servizi interculturali, educazione permanente, sviluppo tecnologico, prestito interbibliotecario, forte impulso alle attività per ragazzi, progetti culturali, e al tempo stesso sulla prospettiva, assunta con nettezza da subito, della rete. Tale rinnovamento, nella vecchia sede, aveva però dei limiti di spazio strutturali oltre che di estetica del luogo, comunque non di proprietà dell'Ente. Un aspetto altrettanto importante è lo sviluppo sia del Polo Campolmi che della rete urbana , le biblioteche decentrate. Il Polo Campolmi è destinato a diventare, con il trasferimento dell'Archivio fotografico toscano in locali contigui alla biblioteca, una vera cittadella della cultura. Anche le biblioteche decentrate vivono un profondo rinnovamento, a maggior ragione con le prossime realizzazioni di una biblioteca scolastica aperta al territorio a Casale e di una “Media library” (biblioteca con un forte orientamento alle risorse digitali, didattiche e multilingue) nel Macrolotto 0».
Lei è un pratese doc e attento conoscitore di Prato, La città punta molto sul contemporaneo, ce la può fare?
«Una delle “cifre” della contemporaneità è la mixitè, la commistione dei linguaggi. Da questo punto di vista contemporaneità, a parer mio, è innanzitutto concetto relazionale. Credo che la cultura e i processi culturali, se sono all'interno di esperienze di collaborazione, possano essere fattori di cambiamento; elementi che rafforzano le energie di una comunità, la sua capacità di cercare e dare risposte, con uno sguardo non locale, ai problemi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
