Il Tirreno

Prato

L’integrazione passa dai giovani imprenditori

Lo studio della ricercatrice fiorentina Ambra Collina. Aumentano le attività di servizio

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PRATO. «Dall'analisi sull'imprenditoria giovanile cinese a Prato è emerso che la comunità cinese non è più un blocco monolitico privo di diversità e che i giovani possono avere un ruolo chiave nel favorire l'emersione». Parola di Ambra Collino ricercatrice dell'università di Firenze, che ha portato avanti uno studio sulla comunità cinese comparandolo con i dati elaborati da Dario Caserta dell'ufficio studi della Camera di Commercio. Su un totale di 5.432 imprese straniere, i cui titolari hanno un'età compresa tra i 18 e i 45 anni, 3.162 sono cinesi, che operano prevalentemente nell'industria tessile (187), nelle confezioni (1.727) nel commercio di abbigliamento all'ingrosso (187) al dettaglio (198) e nella ristorazione (102). «Rispetto agli altri imprenditori stranieri presenti - commenta Collino - i giovani cinesi continuano a essere maggiormente attivi nei settori tradizionali (tessile e confezioni), mentre nelle attività di commercio e ristorazione è forte anche la presenza di altri paesi (Marocco, Nigeria, Pakistan). Le aziende cinesi risultano escluse dal settore delle costruzioni, in cui gli imprenditori più presenti sono quelli albanesi, romeni e marocchini. Notiamo la diffusione di nuove tipologie di lavoro legate alla ristorazione mobile (catering) e la concentrazione di molte attività legate al commercio al dettaglio (principalmente supermercati, parrucchieri e vendita di abbigliamento). Da notare, soprattutto l'ascesa dei servizi (parrucchieri, lavanderie, attività di mediazione immobiliare) che ci fanno prevedere una diversificazione verso settori maggiormente redditizi». Dal focus emerge una comunità di giovani imprenditori, la maggior parte dei quali sono cresciuti in Italia, conoscono bene la lingua, la cultura italiana, comprendono le normative e vogliono rimanere in Italia dove, in molti casi, hanno messo su famiglia. «Questo fa sì che abbiano tutto l'interesse a fare le cose in regola e a essere parte attiva nel processo di pianificazione degli interventi sulla comunità - conclude la ricercatrice - a livello locale, quindi, i giovani imprenditori potrebbero assumere un ruolo di rilievo nel processo di integrazione della comunità cinese all'interno del distretto». Ad avere un impatto negativo sulla permanenza delle nuove imprese è il problema della sicurezza: alcuni dicono che Prato non è sicura e ritengono sia più conveniente spostarsi altrove o addirittura tornare in Cina. (b.b.)

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