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Prato

Misericordia: Prato contro Oste ma il giudice non decide

IL presidente Daniele Bartoletti con i volontari di Oste
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IL presidente Daniele Bartoletti con i volontari di Oste

Prato, doveva essere un “ricorso d’urgenza” quello presentato dall’avvocato Federico Febbo per conto della Misericordia di Prato, ma il giudice che deve decidere sul commissariamento è stato trasferito a Rieti

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PRATO. Doveva essere un “ricorso d’urgenza”, ex articolo 700 del Codice di procedura civile, quello presentato dall’avvocato Federico Febbo per conto della Misericordia di Prato nel braccio di ferro tra Prato e Oste sul commissariamento della sezione “ribelle” di Montemurlo, ma evidentemente ci sono tanti modi di intendere la parola “urgenza”.

Il ricorso che chiede di rendere effettivo il commissariamento, infatti, è stato presentato a fine agosto e, passati due mesi, non ha ricevuto alcuna risposta. Né un sì, né un no. Tanto che siamo esattamente nella situazione del 16 agosto, quando il commissario Massimiliano Iacolare, nominato da Prato, ha tentato invano di prendere possesso dei locali della sezione di Oste.

Sul ricorso deve decidere il giudice civile Gianluca Morabito, che però ha ottenuto il trasferimento a Rieti e ha preso possesso in anticipo dell’ufficio a causa del terremoto del 24 agosto. Nessuno sa quando scioglierà la riserva sull’istanza presentata dalla Misericordia di Prato. L’impasse non è indolore. La Misericordia di Oste, infatti, coi suoi 19 mezzi, è stata esclusa dalla turnazione delle emergenze del 118 e i volontari, dopo la convivenza forzata col commissario Iacolare, sono costretti a girarsi i pollici.

Una situazione che avrebbe bisogno di risposte certe e soprattutto veloci, che però non si intravedono all’orizzonte. Prato e Oste restano sulle rispettive posizioni e in questi due mesi non si sono registrati passi avanti nella trattativa.

 

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