Il presidio
Notte di paura a Coiano Bruciano cinque auto
L’incendio si è sviluppato alle 3 in via Casella e i residenti sono scesi in strada Si teme l’atto doloso, ma i vigili del fuoco preferiscono non sbilanciarsi
PRATO. Notte di paura quella appena trascorsa in via Alberto Casella nella zona di Coiano. Gli abitanti si sono ritrovati in strada svegliati dalle fiamme che avevano iniziato a bruciare alcune delle auto parcheggiate in strada. Un effetto domino che ha interessato tre delle macchine dei residenti, mentre altre due sono state danneggiate dal calore.
Ad accorgersi di quanto stava accadendo è stata una dei residenti che abita al primo piano di uno stabile della via, che ha immediatamente svegliato i vicini e chiamato i vigili del fuoco. «Erano le 3 all'incirca. Sono venuti a suonarmi al campanello e ho visto le fiamme in strada e tutt'intorno alla mia auto» racconta una delle proprietarie delle macchine andate a fuoco.
Tra le vetture anche una alimentata a Gpl, i pompieri sono arrivati in tempo per evitare il peggio. Ancora non è chiaro cosa abbia originato il rogo, sulle cause sono in corso le indagini. Un episodio molto simile era accaduto una decina di giorni fa nel quartiere della Pietà, non è da escludere l'ipotesi che in entrambi i caso sia opera di un piromane.
Su questa eventualità i vigili del fuoco non si sbilanciano. L’ufficio di polizia giudiziaria del comando di via Paronese ha effettuato i necessari rilievi e riferirà alla Procura. Al momento l’idea è che l’incendio sia partito da una delle vetture in sosta e si sia esteso alle altre due, danneggiando col calore altre due vetture vicine.
Sul posto, riferiscono i vigilidel fuoco, non sono state trovate sostanze infiammabili né particolari inneschi. Per questo, si aggiunge, al momento tutte le ipotesi sono al vaglio degli inquirenti, dall’evento accidentale a quello doloso o colposo.
Il ripetersi di incendi, spesso dolosi, nella zona di Mezzana e in quella della Pietà, oltre all’incendio di un camper avvenuto nel pomeriggio di sabato a Maliseti, fa però temere che si tratti dell’opera di qualcuno che si diverte a veder bruciare gli automezzi.
Giulia Rafanelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
