Il Tirreno

Prato

Il gruppo Brachi sbarca anche in Pakistan e India

di Maria Lardara
Il gruppo Brachi sbarca anche in Pakistan e India

Prato, il direttore commerciale Giulio Lombardo spiega la nuova penetrazione asiatica: «In quei paesi è in forte crescita l’interesse verso i brand della moda»

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Prima la "scalata" della Grande Muraglia, con l'apertura di una filiale ad Hangzhou nel lontano 2008. Poi, un anno fa, la sfida in Bangladesh e ora la penetrazione nelle terre del Pakistan e dell'India, due paesi chiave per il tessile e della moda. Prosegue l'avventura "asiatica" del Gruppo Brachi che ha deciso di fare base in altri due mercati emergenti (India e Pakistan) verso i quali è crescente l'interesse dei brand della moda: a differenza delle precedenti esperienze in Cina o in Bangladesh dove Brachi ha trapiantato vere e proprie filiali operative, in questo caso si tratta di accordi di collaborazione stretti con realtà locali accreditate e autorevoli nel settore del controllo di qualità (la Pttf - Pakistan Textile Testing Foundation e la Testtex con sede centrale a Mumbay).

«Gli accordi prevedono che vengano eseguiti laggiù rapporti di prova con logo Brachi - spiega il direttore commerciale e marketing Giulio Lombardo - per questa nuova partnership operativa ci siamo affidate a realtà consolidate che garantiscono elevati standard di qualità: non è casuale la scelta dell'India e del Pakistan dove stanno acquistando ultimamente molti brand internazionali. Scopo della nostra presenza è quello di anche comprendere le logiche di questi mercati».

Un doppio contratto che estende così il business del laboratorio italiano a due territori della galassia asiatica già cara a "Brachi": se la maggiore industria del Pakistan è quella cotoniera, l'India è un'area strategica anche per il comparto della pelle, dove molti brand di casa nostra tengono non a caso proprie produzioni. Mentre all'estero il nome Brachi vola (la filiale a Dacca, capitale del Bangladesh, promette di archiviare il 2016 con +40% di fatturato), nel quartier generale di via Fonda di Mezzana l'azienda, reduce dall'investimento di mezzo milione di euro che dagli inizi dell'anno l'ha portata a raddoppiare gli spazi e a rinnovare i macchinari con nuove assunzioni, conta di chiudere l'anno con un aumento del 20% di fatturato. E proprio pochi giorni fa sono entrate in pianta organica due nuove unità per un totale di circa 45 dipendenti.

«Nell'ultimo anno abbiamo sostenuti grandi investimenti ripagati dai risultati per il servizio che offriamo - conclude Lombardo - tutti i maggiori brand ci cercano e nel corso del 2016 ci hanno accreditato quattro grossi marchi».

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera