Il presidio
Violenta in auto l'ex che l’ha lasciato, condannato a 3 anni e 4 mesi
Prato, l'aggressione risale al 2012 ed è avvenuta in un vicolo dopo un incontro in un bar. In auto gli investigatori recuperarono gli indumenti intimi strappati e il cellulare della vittima
PRATO. Violentata in auto dall’ex compagno che non ha accettato la fine del rapporto. E’ accaduto a una donna di una quarantina di anni, sudamericana ma residente a Prato, che dopo le cure mediche in ospedale ha denunciato il suo aggressore, 45 anni, residente a Pistoia, che è stato condannato dai giudice del tribunale, presieduto da Silvio De Luca, a tre anni e 4 mesi e all’obbligo di versare una provvisionale di 5.000 euro alla vittima. Il pubblico ministero Laura Canovai aveva chiesto una condanna 5 anni di reclusione.
I fatti processuali risalgano al 2012. La donna, uscita da un procedente matrimonio, con una figlia all'epoca adolescente, aveva avviato una relazione con il 45enne che è continuata per diverso tempo. Nel 2012, per motivi che la storia processuale non racconta, la donna ha deciso di interrompere il rapporto. Una rottura che l’uomo non è riuscito ad accettare tanto che dopo tre mesi di lontananza e di silenzio si è rimesso in contatto con la ex invitandola fuori per un aperitivo, senza un motivo apparente, solo per mantenere buoni rapporti.
Una giustificazione che ha convinto la donna ad accettare l’invito. I due hanno scelto il Caffè 21 di viale Piave per l’incontro: qualche drink, una conversazione tranquilla, fino a quando l’uomo si è offerto di riaccompagnarla a casa. Salita in auto il clima tra la coppia è mutato: l’uomo, vedendo il cellulare che le aveva regalato, ne ha chiesto la restituzione. Lei si è opposta, è iniziata una lite, l’uomo evidentemente in preda all’ira, ha sterzato, ha imboccato un vicoletto deserto ed è in quella strada che si è consumata la violenza carnale.
Le ha strappato gli indumenti di dosso anche quelli intimi e l’ha costretta con la forza ad avere un rapporto sessuale. La vittima è tornata a casa in lacrime, accolta dalla figlia che ha visto la condizione nella quale la madre era ridotta. Lei ha chiesto aiuto all’uomo con il quale nel frattempo si era messa (e che ha testimonianto durante il processo) che l’ha accompagnata in ospedale dove i medici hanno constatato i segni della violenza. Poi la denuncia e il processo. Durante le indagini, nell’auto del violentatore, gli investigatori hanno ritrovato gli slip strappati della donna e il suo cellulare.
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