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Prato

Ora è ripartita la caccia al vaccino

Ora è ripartita la caccia al vaccino

Preoccupa il caso del ventenne ricoverato in Terapia intensiva per un’infezione da meningococco di ceppo C

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PRATO. La paura, l'allarme, i telefoni che squillano al dipartimento di via del Lavarone, la corsa alla profilassi e alla prevenzione. Il copione è sempre lo stesso, è l'incubo della meningite: l'estate ha segnato solo una battuta d'arresto per il famigerato meningococco di ceppo C. Ieri mattina, al "Santo Stefano" si è registrato il caso numero 31 in Toscana dall'inizio dell'anno, il quarto a Prato: il temuto batterio ha mandato nel reparto di terapia intensiva un giovane italiano di vent'anni, arrivato al pronto soccorso con i sintomi classici della malattia.

I numeri. Nell'ultimo anno, in provincia di Prato, la meningite ha mietuto due vittime: nell'ottobre 2015 è toccato a una donna di 44 anni residente a Seano e a febbraio di quest'anno l'infezione è costata la vita un 75enne sempre contagiato dal ceppo C.

Ultimamente, con il diradarsi dei casi di meningite, si era abbassata la guardia tanto che l'Asl Toscana Centro ha dovuto dismettere l'organizzazione straordinaria attivata agli inizi del 2016 per potenziare la vaccinazione con alcuni ambulatori aggiuntivi, visto il calo delle prenotazioni. Prima di ieri, l'ultimo caso di meningite al "Santo Stefano" si era verificato a metà luglio quando un'operatrice sanitaria (anche lei vaccinata) se l'è cavata con una decina di giorni di ricovero.

Il vaccino. La Regione Toscana è stata prudente, prorogando al 31 marzo 2017 la campagna di vaccinazione gratuita a partire dagli undici anni di età (il termine iniziale previsto era il 30 settembre). Nell'area pratese, dall'inizio del 2015 ad oggi, sono stati somministrati circa 80mila dosi di vaccino antimeningococco C. In primavera, molti lo ricorderanno, venne fatta una campagna di vaccinazione intensiva, programmando anche vaccinazioni di massa in piazza San Francesco. I ripetuti casi di meningite di tipo C avevano creato molta apprensione nella popolazione.

Quel che viene da chiedersi ora è se ci siano ora scorte a sufficienza per far fronte a un'eventuale richiesta di vaccinazione in massa?

L'attesa. Il Tirreno ieri pomeriggio ha provato a prenotare un vaccino chiamando il numero unico dell'area Asl Toscana Centro (0574 805050) ma, dall'altra parte della cornetta, l'operatrice ci ha risposto che l'unico appuntamento disponibile in via del Lavarone è fissato per il 2 novembre. Prendere o lasciare: per il mese prossimo il calendario delle prenotazioni sarebbe già tutto impegnato.

E i 181 medici di medicina generale? Le dosi di vaccino possono essere ancora somministrate dai medici di famiglia? «I colleghi dovrebbero avere scorte di riserva a sufficienza - risponde il segretario della Fimmg pratese Alessandro Benelli - Personalmente nel mio ambulatorio ne ho una cinquantina. Anche noi purtroppo abbiamo notato un calo nelle vaccinazioni. Siamo passati dall'avere anche 400 pazienti al mese nei momenti di picco a pochissime richieste nei mesi estivi. Tra luglio e agosto ho somministrato solo tre vaccini». Calo di attenzione o magari anche un po' di mancanza di cultura della prevenzione. Fatto sta che il 30% della popolazione sotto i vent'anni (quella più a rischio) non è stata ancora raggiunta: tra gli undici e i vent'anni le coperture dovrebbero invece essere superiori al 90%.

«Se abbiamo raggiunto la percentuale del 70% in questa fascia è perché, elenco di pazienti alla mano, abbiamo invitato singolarmente a vaccinarsi le persone potenzialmente interessate - prosegue Benelli - Certo, l'Asl dovrebbe fornirci gli elenchi dei soggetti da loro vaccinati in modo da incrociare i dati per un monitoraggio più completo della situazione».

Maria Lardara

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