Il Tirreno

Prato

Il Piraña vittima eccellente della Guida dell’Espresso

Il Piraña vittima eccellente della Guida dell’Espresso

Sono soltanto tre i ristoranti pratesi ritenuti meritevoli di una recensione In provincia figura la Delfina di Carlo Cioni, “gentiluomo della ristorazione”

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PRATO. Lo storico ristorante il Pirana non ha più la recensione sulla Guida dell’Espresso, ma sull’edizione 2017, da ieri in uscita nelle edicole e in libreria, c’è solo l’indirizzo e il telefono del locale dove dinastie di imprenditori pratesi hanno portato per 45 anni i loro clienti. E dire che meriterebbe almeno una targa, perché ai suoi tavoli davanti al delicato risotto di mare sono state conclusi decine di migliaia di ordini per il panno di lana vergine, pezza pratese doc. I tempi cambiano, è arrivata la crisi del tessile e i portafogli si sgonfiano, ma si mangia ancora come allora, anche se alcuni anni fa anche la Michelin aveva tolto al Pirana l’unica stella di Prato. Ma ecco le altre novità della patinata guida sulla ristorazione pratese, ora con sole tre recensioni, il Decanter, le Fontanelle e la Limonaia di villa Rospigliosi, mentre A casa Gori è stato declassato a semplice indirizzo e Razmataz non c’è più. Torniamo al Decanter di piazza delle Carceri, “Atmosfera giovane e menu eclettico” con il consiglio per “i deliziosi cappelletti di mortadella di Prato con crema di parmigiano” e lo stinco di iberico. “Centrati i ricarichi sul vino”, costo sui 40 euro . A La Limonaia di villa Rospigliosi, in via Firenze “porzioni limate in quantità, piatti più precisi, nuova carta dei vini”. Consiglio per “ la rilettura del classico baccalà, fra Livorno e Prato e per la cucina con gusto doppio territorio, perché lo chef è campano.Ottimi i dolci”. Conto sui 40 euro. E poi Le Fontanelle, in via Traversa del Crocefisso, “fuori dal centro, votato al pesce, con piatti della tradizione e qualche novità come il filetto di pesce nero al forno”, “bella cantina a prezzi giusti”, conto sui 40 euro. E per chiudere i locali di Prato , con solo l’indirizzo, in via Santa Trinita il “Naga Thai bistrot” , il nuovo locale di Osvaldo Baroncelli, L’enoteca Barni di via Ferrucci, e come già detto, il Pirana e A casa Gori, mentre non ci sono più il Capriolo e la Barrique. In provincia come sempre “solo” la Delfina di Artimino, con il patron Carlo Cioni definito “uno degli ultimi gentiluomini della ristorazione toscana”. I consigli sono per i“brodi”, ma soprattutto per lo spiedo sempre acceso con la cacciagione, “i tordi su tutti, il fagiano con l’uva e come antipasto i pomodori verdi in teglia, in stagione”. In cantina “ottime etichette con prezzi giustissimi”. Conto sui 35 euro.

Riccardo Tempestini

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