Il presidio
Le mamme protestano «Questo è un asilo pollaio»
Volantini contro la decisione del Comune di chiudere un piano dell’Orto del lupo «Ora gli spazi non bastano più». L’assessore: «Sono lavori programmati»
PRATO. Protestano le mamme dell'asilo nido comunale "L'Orto del lupo" in via San Vincenzo, dove un mese fa, in giardino, è caduto un albero di leccio rovinando la casetta da gioco dei bambini. Non solo lo spazio all'aperto è rimasto inagibile per due settimane e i giochi mai stati sostituiti, ma da lunedì 10 ottobre non è più a disposizione neanche il salone utilizzato come spazio giochi comune per momenti ricreativi. E' stato occupato da una sezione, che è stata trasferita a piano terra, in seguito alla chiusura improvvisa del piano superiore (dove ci sono una classe e due bagni) e della cucina per lavori di cui i genitori non erano stati informati.
«Lo abbiamo saputo per caso il venerdì pomeriggio precedente la chiusura andando a riprendere i nostri figli all'asilo» dicono le mamme. «Se si tratta di lavori programmati, come riferitoci, non capiamo perché l'amministrazione comunale non sia in grado ancora di dirci quando inizieranno e quando finiranno, tantomeno perché non ci abbiano avvisato al momento dell'inserimento». In tutto l'asilo ospita 60 bambini, suddivisi in tre classi che, fino alla riapertura del piano superiore, saranno sistemati nei locali a piano terra. Intanto fuori dalla struttura è stato appeso un cartello con la scritta: “Asilo pollaio”. «Non è più un asilo: è un deposito bambini», dichiarano le mamme arrabbiate. «Obiettivamente - spiegano - in questi spazi così ridotti non è più possibile portare avanti quelle attività didattiche e socio-ricreative importanti per il loro percorso di crescita, che è il motivo per cui molti di noi hanno scelto di iscrivere il proprio figlio al nido». Spazi affollati, due bagni in meno, scarsa informazione: i genitori del nido "L'Orto del lupo" non ci stanno e chiedono la sospensione delle rette. Intanto sono stati diffusi all'interno della struttura dei volantini in cui viene sollevato un dubbio: "Il 7 ottobre era la data di scadenza per gli adeguamenti di messa a norma del decreto sulle norme di prevenzione incendi degli asili nido. Forse il Comune si è scordato di adempiere alle prescrizioni di legge?". L'assessore all'Istruzione Mariagrazia Ciambellotti spiega che «si tratta di lavori programmati e facenti parte di un piano che prevede interventi di manutenzione, adeguamento e miglioramento delle strutture prevalentemente su infissi, parte elettrica e muraria. Sul sito del Comune, nella sezione opere, c'erano tutte le informazioni riguardanti l'intervento».
In riferimento agli spazi aggiunge: «L'ambiente a piano terra è adeguato per un numero di bambini superiore a quello che c'è. E' implicito che ci sia un disagio, ma non dimentichiamoci che in un primo tempo l'asilo si sviluppava solo al piano terra della struttura e che i locali al primo piano erano della scuola dell'infanzia, poi chiusa». Non ci sono invece informazioni precise sui tempi.
Barbara Burzi
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