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Prato

Lazzareschi si smarca, Varia no

Lazzareschi si smarca, Varia no

Il patron di Sofidel non dà la sua disponibilità a differenza del presidente Ance

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PRATO. Il nome giusto per primo presidente eletto di Confindustria Toscana Nord sembra essere quello di Luigi Lazzareschi ma lui stesso si smarca dalla candidatura a causa dei propri impegni personali. A sei mesi di distanza dall’elezione, che avverrà tra sei mesi ad aprile del prossimo anno, è ancora presto per sbilanciarsi sui nomi anche se è inevitabile che ieri mattina al centro Pecci di Prato, a margine dell’assemblea annuale dei soci, nelle conversazioni private si sia iniziato a parlare anche di questo. L’obiettivo è arrivare a primavera con un unico candidato forte evitando qualsiasi forma di spaccatura interna, questa volta ancora più delle altre, perché si tratta la prima della nuova struttura unificata delle province di Lucca, Pistoia e Prato, per cui si cercherà una figura fortemente rappresentativa in grado di unire le varie realtà territoriali e i vari settori. Il più accreditato in questo momento rimane quello di Luigi Lazzareschi, amministratore delegato della Sofidel, multinazionale del cartario con 5.500 dipendenti e 1,8 miliardi di euro di fatturato. Un’industria a vocazione internazionale, quindi una scelta di prestigio. Lui stesso però prende le distanze da questa ipotesi che con un sorriso sincero definisce «speculazioni senza nessun fondamento». Poi chiarisce che sarebbero proprio gli impegni aziendali a non permettergli di dedicare il tempo necessario a questo ruolo. «Per i prossimi anni la mi vita sarà più negli Stati Uniti rispetto all’Italia – spiega – Ammesso che sia capace di svolgere un ruolo del genere e ammesso che riuscirei ad avere il consenso dell’assemblea, non potrei davvero perché devo stare dietro a tutti gli investimenti che abbiamo, specialmente negli Stati Uniti. E’ scontato però che sono pronto a dare una mani a chi sarà eletto presidente, chiunque sia e di qualunque territorio». L’altro nome forte emerso in questi ultimi giorni è quello di Mauro Celli, vicepresidente del gruppo omonimo che opera nel settore metalmeccanico del cartario. Già ora ha un ruolo importante nella giunta di Confindustria ma anche lui è pronto a smarcarsi: «Ho visto il mio nome sul giornale ma personalmente, per motivi sia di carattere familiare sia di impegni lavorativi, non riuscirei a dare la mia disponibilità. Credo che per Lucca un candidato forte potrebbe essere Lazzareschi e, compatibilmente con i suoi impegni, se fosse disponibile a ricoprire questa carica, sarebbe sicuramente la persona più adatta». Il terzo nome viene dalla Versilia ed è quello di Stefano Varia, imprenditore edile che ora è presidente di Ance Toscana Nord e aveva già provato a diventare presidente provinciale degli Industriali nel 2011. «Sono lusingato perché il mio nome è stato accostato a quello di un personaggio come Lazzareschi che ha una dimensione mondiale oltre che un grande spessore umano e imprenditoriale. Se venisse fuori la sua candidatura io non mi candiderei assolutamente perché penso sia la persona giusta, autorevole, che nessuno potrebbe discutere. Mi metterei a disposizione solo se da parte di tutta la base ci fosse la necessità di avere una persona che conosce il territorio e non solo il suo settore, ma anche gli altri, poiché ho avuto un’esperienza in Confindustria Toscana. Per il momento però non mi sono candidato». Una questione che per il momento non è ancora stata affrontata ufficialmente dalla commissione dei saggi ma che presto sarà presa in considerazione. «Non è certo che il nuovo presidente sarà lucchese – spiega la vicepresidente lucchese Cristina Galeotti – lo statuto infatti non prevede niente e questo sarà il primo presidente della nuova struttura dopo la fusione. Sarà soprattutto necessario trovare una persona rappresentativa che soddisfi le esigenze dei tre territori. Quindi ognuno guarderà al proprio interno, anche Lucca naturalmente».

Alessandro Petrini

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