Italia
Il sindaco cerca altri fondi oltre a quelli promessi
Nella sua recente visita il presidente del Consiglio Renzi aveva annunciato lo stanziamento di 250.000 euro. Biffoni lavora per aumentare la dotazione
PRATO. «Biffoni sta lavorando a Roma per andare oltre la promessa dei 250mila euro di finanziamento». A parlare di cifre relative alla gestione futura del Museo Pecci il sottosegretario Antonello Giacomelli poco dopo il taglio del nastro del nuovo Centro Pecci, presente in rappresentanza del Governo. Una prima buona notizia da Roma per il museo pratese, dopo che il presidente del consiglio Matteo Renzi, durante la breve visita al cantiere, dieci giorni fa, aveva annunciato lo stanziamento di 250mila euro, oltre agli altri 250mila concessi in via straordinaria dal presidente della Regione Enrico Rossi. Il pratese Giacomelli ha voluto ribadire l’impegno del Governo per l’arte contemporanea nella nostra città, uscita da una crisi, ma pronta a scommettere sulla cultura e sul lavoro per ripartire. «E’ stata una scelta coraggiosa, ma siamo sempre stati cittadini del mondo che amano le sfide» ha concluso Giacomelli facendo riferimento al settore del tessile che per secoli ha reso la città famosa ovunque. Per la Regione era invece presente il presidente Enrico Rossi anche se a prendere la parola l’assessore alla cultura Monica Barni: «Grande giorno di festa per la Toscana, con un museo luogo per il dialogo e con una mostra meravigliosa. Da domani lavoreremo insieme». Tra gli ospiti l’ambasciatore d’Olanda Josephus Wijnands che ha ribadito l’orgoglio per il progetto dell’architetto Maurice Nio, ricordando la visita della regina Beatrice negli anni Novanta». Commosso, ma anche molto stanco dopo un vero tour de force per non arrivare impreparati al taglio del nastro il direttore Fabio Cavallucci. «Grande giornata per Prato, ringrazio chi mi ha dato fiducia per riaprire, ma spero che ogni visitatore uscendo dal Pecci possa oggi esclamare che “la mostra è davvero la fine del mondo”». Il sindaco Matteo Biffoni, dopo aver avvertito che il catalogo della mostra è dedicato a Elena Pecci e a Valdemaro Beccaglia ha parlato di «dna con l’arte contemporanea» mentre la presidente della Fondazione Irene Sanesi ha aperto la cerimonia mostrando la medaglia conferita del presidente della Repubblica. Ha chiuso la cerimonia di apertura il vescovo Franco Agostinelli, con la benedizione, «una grande opera e una mostra altamente significativa». Presenti anche l’assessore regionale Stefano Ciuoffo, che sta lavorando su una serie di iniziative per promuovere l’ immagine di Prato, collegata al Centro Pecci sull’arte contemporanea. Unico assente, ma giustificato per un problema di salute, il senatore Claudio Martini, sindaco nel giugno 1988 quando fu aperto il Museo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
