Meteo
Autista dello scuolabus minaccia e insulta un babbo a Poggetto
Prato, il racconto di Riccardo Palandri, padre di uno studente delle De Amicis, aggredito verbalmente perché ha ripreso il conducente che guidava parlando al cellulare (senza auricolare) e a forte velocità lungo il vialetto d'ingresso alla scuola
POGGIO A CAIANO. Accompagna il figlio a scuola e viene preso a male parole e minacciato dall'autista dello scuolabus (un pulmino di colore grigio con la scritta "Cap"). E' accaduto venerdì 14 ottobre alle 8,30 davanti alle scuole De Amicis al Poggetto. "L'autista - spiega Riccardo Palandri, l'aggredito, libero professionista, padre di uno dei ragazzi che frequentano l'istituto - se l'è presa con me perché gli ho fatto notare che non si guida mentre si parla al cellulare, tanto più percorrendo in un vialetto pedonale pieno di bambini tra i 6 e gli 11 anni che entrano a scuola".
Molto dettagliato il racconto di Paladri che ha segnalato quanto accaduto all'ufficio reclami della Cap e al Comune di Poggio a Caiano senza però ottenere alcuna risposta. "L'autista del pulmino evidentemente aveva molta fretta - racconta - perché dopo aver scaricato i bambini davanti a scuola e con altri a bordo, è partito a gran velocità, mandando al diavolo i ragazzi che si trovavano lungo il vialetto d'acceso alla scuola, vietato alle altre auto, e costringendoli a buttarsi di lato, sul prato, per farlo passare".
Vista la scena e notato che oltrettutto il conducente del pulmino stava parlando al cellulare senza usare l'auricolare, Palandri che aveva appena lasciato suo figlio ed era fermo sul cancello d'accesso al vialetto della scuola, fa segno all'autista che così non va bene. "A quel punto - prosegue l'uomo - il conducente si infuria, inchioda il mezzo davanti a me, esce, mi affronta a poche centimetri dal viso e mi insulta. Dice di farmi i fatti miei perché era in ritardo e doveva telefonare e minaccia di investirmi se solo avessi continuato. Il tutto è avvenuto davanti ad altri babbi e mamme che hanno assistito alla scena allibiti".
"Credo non mi abbia messo le mani addosso solo perchè ho mantenuto la calma - conclude Paladri - questo energumeno poi, sempre urlando e dicendo parolacce, è risalito sul pulimino e sgommando se ne è andato".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
