Il presidio
Alla Fattoria di Celle tre nuove opere
Il collezionista Giuliano Gori ospita anche la mostra “Foresta orizzontale” di Fabrizio Plessi
Per festeggiare la riapertura del Centro Pecci, Giuliano Gori ha deciso di aprire al pubblico, oggi dalle 15, la Fattoria di Celle, a Santomato di Pistoia, con ben tre nuove opere e la mostra di Fabrizio Plessi. Dopo due anni di restauri e di ricerche storiche che hanno riguardato la parte architettonica, le opere d’arte e gli arredi della Cappella della Villa di Celle, verrà presentato il magnifico portale di bronzo, opera permanente di Daniele Lombardi con le note scolpite dell’ultimo brano per violino della sua composizione Divina.com. Nella stessa giornata saranno presentate pubblico anche le opere permanenti “Residenza a Cascina Terrarossa” di Stefano Arienti, Echo dell’artista turca Hera Büyüktasçiyan e Musica Virtuale 22 di Daniele Lombardi. Arienti ha attraversato il parco di Celle scattando fotografie, archiviandole poi in cartelle, come i disegni di un taccuino raccolto en plein air. Alcune di queste fotografie sono state impiegate nelle tre stanze, stampate su pannelli di grande formato e sottoposte a un processo di trasformazione. In uno dei luoghi più raccolti del parco, tra gli ulivi e le erbe dei prati incolti, Hera ha “piantato” per terra quattordici elementi convergenti in acciaio, alti 2 metri e 50 centimetri, suddivisi in due file, a formare una specie di tunnel a cielo aperto che trae nutrimento dalla luce e dal vento. A Fabrizio Plessi è dedicata la mostra temporanea “Foresta orizzontale” nello spazio di Casapeppe, nello otto stanze dove, nel 2004, Sol LeWittha realizzato l’opera Pencil Lines in Four Directions and All of their Variations on Black Squares. I grandi quadranti neri alle pareti di Sol LeWitt sfidano la geometria esatta e arcaica delle 8 strutture in corten, dei tavoli, uno per ogni stanza, di Plessi. «Una natura sdraiata, afferma Plessi, che all’interno convive con la verticalità bianca degli spazi attorno. Dialogo muto, silenzioso, solenne. Ogni quadrato nero sembra, ma solo sembra, uguale all’altro. Ogni tronco-tavolo sembra, ma solo sembra, uguale all’altro. Identità apparenti, ma solo apparenti. In questa casa di Celle gli elementi vivono una loro vita intensa e profonda ritrovando il filo d’Arianna di un discorso ancestrale perduto nel tempo, nell’arte e nella storia». Mostra temporanea anche per Daniele Lombardi con numerose opere grafiche e pittoriche realizzate dall’artista. Giuliano Gori ha scelto di esporre nell’edificio ottocentesco del Bowling “Musica Virtuale 22”, una tela di ben venticinque metri di lunghezza che, oltre ad avvolgere quasi interamente lo spazio, riconferma la vocazione di Lombardi a coniugare la musica con l’arte visiva. Per l’occasione saranno realizzati tre volumi per Gli Ori Editori contemporanei. (ri.te.)
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