Il presidio
Anziani maltrattati La Procura nega il patteggiamento
PRATO. La principale indagata nell’inchiesta sui presunti maltrattamenti agli anziani ospiti della casa di riposo di Narnali, Daniela Lascialfari, ha chiesto di poter patteggiare una condanna a due...
PRATO. La principale indagata nell’inchiesta sui presunti maltrattamenti agli anziani ospiti della casa di riposo di Narnali, Daniela Lascialfari, ha chiesto di poter patteggiare una condanna a due anni di reclusione con la sospensione condizionale della pena, ma il pubblico ministero Egidio Celano non ha prestato il consenso perché ha ritenuto la pena troppo bassa. E così gli avvocati difensori di Lascialfari, Costanza Malerba e Federico Febbo, hanno optato per il rito abbreviato, che consente comunque la diminuzione di un terzo della pena. È stato questo il momento saliente dell’udienza davanti al gup Angela Fantechi nel procedimento contro 13 tra dipendenti del Consorzio Astir e infermieri dell’Asl per i fatti di cui si è venuti a conoscenza il 10 luglio del 2015 e che sarebbero andati avanti per mesi nella residenza sanitaria assistenziale di via del Guado prima che un paio di tirocinanti, studenti della scuola di specializzazione per infermieri, raccontassero quello che accadeva ad alcuni anziani, soprattutto di notte. Botte, offese, umiliazioni, in qualche caso furti ai danni di persone che non si potevano difendere. Alla fine ne ha fatto le spese anche chi non è accusato di alcun reato, perché l’Asl ha rescisso la convenzione con le cooperative del Consorzio Astir. Dopo aver negato il consenso al patteggiamento per Daniela Lascialfari, il pm Celano ha chiesto le condanne per chi ha scelto il rito abbreviato: tre anni e 10 mesi per Daniela Lascialfari, un anno e 10 mesi per Fatime Hysembelliu, un anno e 9 mesi per Cristina Cianella, un anno e 4 mesi per Chantal Abi, mentre la posizione di Filomena Di Lillo verrà discussa alla prossima udienza. Quattro imputati hanno scelto di patteggiare: Biagio Carta, Maria Grazia Carenzi, Fiorella Parlanti e Alessandro Pozzato. Per i restanti quattro imputati il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio. Si avvia dunque alla conclusione, almeno per due terzi degli imputati, una tra le vicende più dolorose degli ultimi anni, nella quale l’Asl si trova nella doppia veste di parte civile e di responsabile civile: si sente danneggiata ma potrebbe essere chiamata a risarcire le famiglie degli anziani insieme al Consorzio Astir. (p.n.)
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