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Cure intermedie nella rsa di Narnali
Il progetto Asl esiste ma la sua attuazione non è imminente. La gestione della struttura però deve essere riaffidata
PRATO. Non esistono piani operativi o tempistiche decise. Ma l’idea dell’Asl Toscana Centro è quella di utilizzare in altro modo, in futuro, i 40 posti della residenza protetta di Narnali, in via del Guado. Una conferma ai timori dei parenti degli ospiti che hanno preso carta e penna e hanno scritto al direttore generale Asl Toscana Centro Paolo Morello, chiedendo un intervento «per rivedere una decisione irragionevole».
«L’azienda sanitaria non farà nulla senza prima intraprendere un percorso di informazione e di condivisione con i parenti degli ospiti della rsa - spiega il consigliere regionale Pd Nicola Ciolini, componente della commissione sanità - Nulla verrà deciso contro la volontà degli ospiti e di chi li assiste e non ci saranno imposizioni, soprattutto abbiamo davanti un percorso a lungo termine».
Nella grande riorganizzazione in corso della sanità pratese, un piccolo tassello è rappresentato anche dalla casa di Narnali che domani, effettivamente, potrebbe cambiare funzione: invece di accogliere anziani non autosufficienti, i 40 posti letto o una parte di questi, potrebbero andare ai lungo degenti o al ricovero posto operatorio. Insomma andare ad arricchire il magro “parco-posti-letto-sul-territorio” destinati alle cure intermedie. Il progetto c’è, l’ attuazione però non è prossima. Con ogni probabilità, l’Asl inizierà il percorso, bloccando i nuovi accessi.
«E’ chiaro però - prosegue Ciolini - che le quote di posti letto destinati alle rsa di Prato resteranno uguali, quindi anche se Narnali in futuro venisse destinata ad altro, i 40 posti letto oggi occupati da anziani non autosufficienti verranno trovati in altre strutture del territorio».
Il motivo per cui proprio Narnali e non un’altra struttura, potrebbe mutare funzioni, riguarda il fatto che dalla clamorosa inchiesta per maltrattamenti agli anziani, del luglio 2015, per la quale finirono sotto inchiesta infermieri Asl e operatori Astir, la casa viene gestita in via provvisoria da personale della Misercordia nazionale. Una soluzione molto apprezzata dagli ospiti e dai parenti degli anziani per la professionalità e la cura dimostrata da chi vi lavora, ma che l’Asl deve comunque sanare. La via maestra è rappresentata da un nuovo bando in cerca di un operatore privato in grado di gestire la residenza. Ma difficilmente verrà percorsa.
Cristina Orsini
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