Il presidio
Vinto da “Attrakt” il primo round contro Google
Prato, parla uno dei soci fondatori della società fiorentina: «La nostra startup crollata perché non ci hanno pagato»
PRATO. La loro storia può essere paragonata a quella di Davide e Golia, dove il gigante sconfitto si chiama Google. Sì proprio lui, il colosso del web con sede europea a Dublino. Ed è una storia che parla anche un po' pratese perché tra gli otto soci fondatori della "Attrakt", la startup fiorentina oggi in liquidazione che Google dovrà risarcire in base a una recente sentenza del Tribunale di Milano (ne ha dato notizia "La Repubblica"), figura anche il 41enne pratese Andrea Dotta. Al motore di ricerca "Attrakt" di cui Google gestiva la pubblicità attraverso la piattaforma AdSense, il gigante digitale dovrà scucire oltre mezzo milione di euro per i mancati pagamenti derivanti da introiti pubblicitari e una cifra pari a 9 milioni e 673mila euro corrispondente al valore dell'azienda secondo la perizia di parte.
Per Dotta, di professione programmatore esperto in progettazione e sviluppo di software, l'avventura era iniziata nel 2011 tra alcuni ex colleghi di "Dada", storico nome legato ai servizi di registrazione di domini e hosting con quartier generale a Firenze. «Ero ancora dipendente quando conobbi il progetto "Attrakt", un motore di ricerca "social" con i contenuti curati dalla community: tra loro, alcuni miei ex colleghi che si occupavano di marketing. C'era bisogno di me per dare gambe a quell'idea, così decisi di lasciare un posto sicuro e una posizione di tutto rispetto per fondare la startup».
Sì perché in "Dada" Andrea aveva anche un ruolo di responsabilità, gestiva ben tre staff di programmatori. Ma dietro l'angolo c'era il colosso Google. È a Dublino che maturò l'affare di alcuni ex soci di "Attrakt", già operativi per conto proprio nella capitale irlandese, con il gigante di internet. La startup ingrana la marcia, arriva a tagliare il traguardo di un milione e 700mila utenti al giorno e a guadagnare oltre 300mila euro al mese, tanto da potersi permettere qualche assunzione. Non solo: stringe persino una collaborazione con i ricercatori di linguistica computazionale dell'università di Firenze. In pratica Google AdSense gestiva le inserzioni pubblicitarie e, dal canto suo, "Attrakt" acquistava visibilità su Google con Adwords. Va avanti così per due anni, poi la terribile scoperta avvenuta il 13 gennaio 2013.
Di botto Google smette di comunicare con la startup e l'accesso a Google AdSense viene bloccato. «Un disastro - racconta Andrea - per una piccola realtà come la nostra che per due anni è stata praticamente 'monopolizzata' da Google. "Attrakt" si è ritrovata con un buco di bilancio da dover giustificare e senza nessuna spiegazione. E pensare che una settimana prima l'amministratore delegato aveva ricevuto tanti elogi per la nostra azienda dal responsabile europeo di Google».
Secondo la sentenza, a inchiodare in primo grado di giudizio il colosso del web è una serie di motivazioni quali «l'abuso di dipendenza economica, concorrenza sleale, abuso del diritto nell'inadempimento contrattuale». Il Tribunale s'è pronunciato a fine luglio, della sentenza Andrea ha saputo attraverso una telefonata del liquidatore. «Quel risarcimento servirà a rientrare dal debito con le banche», ammette il programmatore pratese, che nel frattempo ha dovuto rimettersi in gioco. «Mi sono ricostruito un giro di mercato facendo valere la mia specializzazione». Ma al quotidiano "La Repubblica" Google ha dichiarato che ha già presentato ricorso.
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