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Prato

Crolla un’installazione ferito un elettricista allarme al museo

Crolla un’installazione ferito un elettricista allarme al museo

Cavallucci e Mangani: «L’importante è che non si sia fatto male» Confermata l’inaugurazione prevista per domenica

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PRATO. Stava costruendo delle canalette per fare passare l’impianto elettrico che avrebbe illuminato la stanza, costruita in cartongesso su una intelaiatura in acciaio, che avrebbe accolto le dodici betoniere dell’artista svizzero Julian Charrière. Forse - ma è l’elemento che resta da appurare - si è appoggiato, dall’esterno, al soffitto della struttura che è crollata o forse, il soffitto della stanza, ampia una settantina di metri, ha ceduto mentre l’operaio lavorava perché strutturalmente debole. Saranno gli uomini dell’Unità funzionale prevenzione infortuni dell’Asl Toscana centro a ricostruire nel dettaglio l’infortunio sul lavoro che fortunatamente non ha avuto gravi conseguenze per le vittime. Resta però il fatto che a quattro giorni dall’inaugurazione ufficiale del nuovo Pecci, fissata per domenica 16 ottobre, una delle installazioni della mostra “La fine del mondo” (una stanza costruita appositamente, in uno degli spazi espositivi del vecchio Pecci, per contenere le piccole betoniere, visibili dall’esterno grazie a una doppia vetrata) si è disintegrata durante il montaggio, mandando all’ospedale un elettricista di 56 anni, dipendente del Centro di arte contemporanea e ferendo, in maniera molto leggera (tanto che è stato solo medicato sul posto) un collega.

L’infortunio è avvenuto intorno alle 12 di ieri. Allarmanti le prime notizie, risultate poi non veritiere: il crollo di una vasta porzione di controsoffitto del museo. In questo caso anche l’apertura del centro sarebbe stata fortemente a rischio. «Si è trattato invece - spiega l’assessore alla cultura del Comune Simone Mangani che si è precipitato al museo - del crollo di una porzione di copertura di una installazione e non del controsoffitto del museo. Per questa ragione il nuovo Pecci sarà aperto, come nelle previsioni e senza alcun rinvio, domenica prossima. Ma la cosa più importante - ha proseguito l’assessore - è che gli operai che vi stavano lavorando non abbiano riportato conseguenza gravi».

Sul posto, per il sopralluogo, oltre gli ispettori Asl che hanno inviato la comunicazione alla procura della Repubblica che ha aperto un fascicolo ora in mano al sostituto Francesco Sottosanti, i vigili del fuoco, i carabinieri e il direttore del museo Fabio Cavallucci che ha seguito tutte le operazioni: «Per fortuna il nostro dipendete non ha avuto grosse conseguenze e questa è la cosa più importante - afferma - per quanto riguarda l’opera noi cercheremo di ricostruirla, presentando una relazione con richiesta di ripristino e sperando di fare in tempo. Certo i giorni sono pochi, ma se ci daranno il permesso di accedere all’area, ce la potremo fare». Nel peggiore dei casi, una volta rimossi i detriti, all’esposizione inaugurale del nuovo museo mancherà un’opera.

Sul fronte della ricostruzione della dinamica dell’incidente, fatta dagli ispettori Asl, l’elettricista che al momento del crollo era su una scala, non sarebbe precipitato grazie al fatto di essere riuscito a tenersi con forza alla struttura di metallo della stanza. Per questo si sarebbe lussato la spalla destra, con una serie di lesioni al braccio, ma senza riportare traumi da caduta. Portato al pronto soccorso da un’ambulanza della Pubblica Assistenza (sul posto anche un mezzo della Croce d’oro con un infermiere), è stato dimesso nel tardo pomeriggio.

Divieto di accesso, invece, per l’area del museo, teatro dell’infortunio. A far scattare il provvedimento (senza il sequestro che avrebbe comportato tempi sicuramente più lunghi) gli ispettori Asl. Nei prossimi giorni e dopo il deposito della richiesta di ripristino, preparata già ieri sera dal personale del museo, si capirà se “La fine del mondo” avrà tra le sue installazioni anche l’opera di Charrière.

Cristina Orsini

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