Il Tirreno

Prato

Bpvi, sindacato contro il maxipiano di 3500 esuberi

La sede della Banca Popolare di Vicenza
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La sede della Banca Popolare di Vicenza

Prato, "chi evoca licenziamenti si mostra irresponsabile, di non conoscere le regole interne al settore che hanno consentito la gestione di migliaia di uscite"

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PRATO. Dura presa di posizione dei sindacati bancari di fronte all'ipotesi, pubblicata dal Corriere della Sera, di un poderoso piano di tagli del personale all'interno della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca di 3500 dipendenti. “Chi evoca licenziamenti si mostra irresponsabile, di non conoscere le regole interne al settore che hanno consentito la gestione di migliaia di uscite in modo condiviso e volontario e, soprattutto, vuole il settore in
rivolta!” è questa la reazione immediata del segretario generale di Unisin, Emilio Contrasto, nel
commentare le presunte intenzioni, attribuite al dott. Alessandro Penati (presdiente di Atlante, ndr) da alcune testate giornalistiche, di risolvere il
problema degli esuberi in Bpvi e Veneto Banca procedendo con licenziamenti collettivi.
“Noi auspichiamo che si tratti di un errore e che questa ipotesi non sia stata anche solo presa in
considerazione - argomenta Contrasto - anche perché creerebbe un pericoloso ed inammissibile
precedente in un Settore non avvezzo a risolvere i problemi con questi sistemi”.

“Se invece l'intenzione fosse vera - rincara la dose il segretario generale di Unisin - sarebbe ancora più
grave perché annunciata alla stampa e non ai competenti i tavoli negoziali. A tal proposito, ricordiamo al
dott. Penati, probabilmente poco esperto della materia, che come organizzazioni sindacali siamo i
rappresentanti dei Lavoratori, quegli stessi Lavoratori dei quali si immaginerebbe il licenziamento come
soluzione ai disastri gestionali di cui il management precedente si è reso causa esclusiva”.

“Il settore vive un momento critico - continua Contrasto - unico nel suo genere e non paragonabile ad altri
periodi duri del passato per la particolarità delle varie situazioni di crisi: dalle banche venete, alle 4 banche
salvate, alle popolari, ed in nessun caso vogliamo sentire parlare di licenziamenti come soluzione”.

“Chiediamo, quindi, al dott. Penati - conclude Contrasto - di fare immediatamente chiarezza, anche per non
rischiare di compromettere una trattativa non ancora iniziata. Se, invece, questa fosse realmente la volontà
della proprietà, il Sindacato reagirà in maniera adeguata e proporzionata, senza risparmiare nessuna forma
di mobilitazione e protesta, in tutto il settore”.

Questo invece l'intervento della First Cisl del gruppo Banca Popolare di Vicenza.

"Vogliamo dare alcuni buoni suggerimenti al management che, nonostante i circa 5 milioni di euro incassati nel 2015 per le sole figure apicali, ancora dopo 16 mesi non ha elaborato un Piano Industriale credibile e di rilancio.

Ecco come ampliare i ricavi:

1)  Dare un servizio alle PMI che sia globale. Inserendo l'offerta dei servizi inerenti alla compilazione buste paga, alla consulenza tributaria, alla predisposizione dei bilanci. Si otterrebbe il vantaggio di conoscere meglio le imprese a cui facciamo credito e le imprese in un’unica figura di riferimento.

Avrebbero un raccordo fra consulente del lavoro- commercialista - bancario ed anche, una consulenza legale di base. Di certo questo necessita di formazione sul personale, abbiamo importanti strumenti di settore che permettono anche di finanziare la formazione, ma consentirebbe di tenere posti di lavoro e ampliare i ricavi.

2)  Allargare il business all'Intermediazione immobiliare. Sarebbe sufficiente avere un database, magari in partnership con una grande agenzia immobiliare, e proporre a chi ci chiede un mutuo, degli immobili selezionati sui quali emettere un codice. Naturalmente la visita degli immobili rimarrebbe a carico dell'agenzia. Le compravendite avvenute su quel codice produrrebbero alla banca un introito a titolo di intermediazione. I colleghi sono già pronti a farlo; ma si sa i colleghi sono più lungimiranti del management privo di fantasia e formato ad una scuola stereotipata e funzionale in momenti di crescita economica.

Il disastro gestionale dei tempi attuali è sotto gli di tutti.

3)  Diventare un partner amministrativo dei privati assistendoli anche nelle pratiche dalla vita corrente (compilazione dichiarazioni fiscali, isee, domande pensionistiche, etc.).

E smettiamola con la favola che il rilancio passi attraverso il taglio dei costi del personale. L'intera spesa per il personale del Gruppo BPVi ammonta a circa 205 milioni di euro a semestre.  La semestrale evidenzia una perdita di 800 milioni.

Immaginando che tutti i dipendenti fossero venuti a lavorare gratis il Gruppo avrebbe perso "solo" 390 milioni di euro nel semestre, ed a fine anno? Qualcuno pensa che questo sia un rilancio?".

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