Il Tirreno

Prato

Sei condanne per lo spaccio dell'eroina bianca

di Paolo Nencioni
L'eroina bianca è più pericolosa di quella che si trova comunemente
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L'eroina bianca è più pericolosa di quella che si trova comunemente

E' più pericolosa della "brown sugar" perché ha un alto principio attivo. Arrivava da Napoli e veniva spacciata dai nigeriani

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PRATO. Tre nigeriani e tre italiani hanno patteggiato condanne per complessivi quasi 20 anni di carcere nel corso di un processo che si è celebrato davanti al giudice dell'udienza preliminare Francesco Pallini. E' l'esito di un'indagine compiuta nel 2012 dal Nucleo investigativo dei carabinieri che aveva accertato come l'eroina arrivasse a Prato da Napoli, grazie a un canale attivato dagli spacciatori nigeriani. Non era la solita eroina, ma "eroina bianca", con un principio attivo molto più alto di quella comunemente in vendita, e dunque anche più pericolosa. In quel periodo si registrarono due o tre overdosi mortali in città. Anche se questi episodi non sono stati contestati agli indagati, c'è il sospetto che possano essere legati allo spaccio di eroina bianca, proveniente dall'Africa.

Gli spacciatori si incontravano proprio dietro al Tribunale, accanto a un palazzo in costruzione che si vede molto bene dall'ufficio del titolare dell'indagine, il sostituto procuratore Lorenzo Gestri. La pena più alta, 4 anni e 6 mesi, è toccata a un nigeriano difeso dall'avvocato Giuseppe Nicolosi (gli altri difensori sono Antonio Bertei, Elena Gori, Carlotta Taiti, Massimo Pagnini, Debora Bandoni). Altri due nigeriani sono stati a 4 anni e 2 mesi, una donna italiana a 2 anni e 9 mesi, altri due italiani a un anno e 10 mesi. Gli italiani, secondo l'accusa, sono clienti che si sono prestati a collaborare nell'attività di spaccio. Secondo i carabinieri, a Prato arrivavano 250 grammi di eroina ogni 10-15 giorni.

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