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Sos da San Paolo: siamo invasi dai rifiuti

Sos da San Paolo: siamo invasi dai rifiuti

Cittadino preoccupato per l’imminente “porta a porta”, Asm rassicura: «La situazione migliorerà»

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PRATO. Lui, il furbetto della porta accanto e i rifiuti: storia di una convivenza forzata. Sos scarti tessili per strada: a lanciare l'allarme è Tiziano Venturelli, cittadino che abita nella zona di San Paolo e che, armato di telefonino e pazienza, si è messo a immortalare quello che definisce «l'incivile fenomeno dell'abbandono di rifiuti e scarti tessili per strada, delle varie confezioni, aziende tessili e pronto moda» che insistono nelle vicinanze della sua abitazione. Fenomeno noto: «Sempre più di frequente - lamenta Tiziano - passano sotto le mie finestre operai (per lo più cinesi, ndr) che cercano di disfarsi di enormi sacchi di spazzatura collocati e lasciati un po' ogni dove. La strada - prosegue il cittadino - spesso sembra essere uno scenario cinematografico con buste aperte da animali randagi oppure distrutte dalle auto in transito. Il risultato è che ci sono stracci ovunque e spazzatura dappertutto».

Tiziano Venturelli invoca un rimedio: «Mi chiedo come si possa far fronte a una situazione del genere, costretti a subire continuamente questi abusi senza poter fare niente, con cassonetti quasi mai utilizzabili perché stracolmi. Non sono certo i passaggi giornalieri dei vigili a intimorire chi getta i sacchi».

E il timore è che con l'imminente avvento del porta a porta nella zona di San Paolo il quadro possa peggiorare.

«Il sistema porta a porta con l'eliminazione dei cassonetti - assicura il direttore di Asm Sandro Gensini - rappresenta un deterrente rispetto a questi metodi illeciti di conferimento». In realtà, per le ditte artigianali non sussiste reato se gli scarti tessili vengono gettati nell'indifferenziato: l'attuale normativa obbliga solo le imprese di grandi dimensioni a smaltire per conto proprio i rifiuti legati al ciclo della filiera. «Ed è per questo che - fa notare l'assessore competente Filippo Alessi - in base al nuovo regolamento dal primo gennaio 2017 tutti gli scarti tessili, ora considerati rifiuti urbani, saranno assimilati a rifiuti speciali, indipendentemente dalla provenienza (artigianale o industriale, ndr), imponendo alle aziende di smaltirli tramite formulario e ditte specializzate».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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