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Tenta di violentare la vicina in garage Arrestato un giovane
In manette un diciottenne pachistano richiedente asilo Un residente racconta: «Ho sentito le urla, è stato terribile»
PRATO. Ha sentito colpi e urla provenire dal garage di un grosso condominio di viale Montegrappa. È sceso a vedere cosa fosse successo e dallo spazio di proprietà di una vicina di casa ha sentito qualcuno che lottava e che cercava di liberarsi. Ha cominciato a picchiare pugni al bandone chiuso dall’interno. Nessuno apriva. Allora è risalito al suo appartamento correndo e ha chiamato i carabinieri. È tornato giù e ha visto la vicina, una donna di 50 anni, che piangeva disperata. Era tornata in auto dal lavoro, erano le 22,35 di giovedì 29 settembre, e quando aveva aperto lo sportello era stata bloccata da un uomo che entrando aveva chiuso la porta del garage. E aveva cominciato a toccarla nel tentativo di violentarla.
Quando il vicino è ridisceso l’uomo ne aveva approfittato per scappare. «Non avevo il telefono cellulare con me. Ma ci ho messo pochissimo. Ho fatto due rampe di scale a corsa», racconta. «Ero furibondo, vedesse in che condizioni era quella povera donna. Non si può accettare una situazione del genere. Sembra che l’uomo fosse ubriaco. Lei mi ha detto che era un uomo di origine pachistana, 18 anni, e lo ha descritto. Io ho capito che poteva trattarsi di uno che abita in uno degli appartamenti del condominio, che è enorme. E con i carabinieri siamo andati a controllare».
Una volta entrati nell’appartamento dell’uomo, un parente ha negato che il giovane fosse lì. I carabinieri del Nucleo investigativo lo hanno trovato nascosto sotto al letto. Ora è in stato di fermo e i sostituti procuratori Antonio Sangermano ed Egidio Celano stanno facendo ulteriori accertamenti.
«La mia vicina nel frattempo è stata soccorsa da un’ambulanza che è arrivata sul posto. Era molto scossa», aggiunge l’uomo. «Poteva accadere a chiunque, non la conosceva neppure. È stato terribile».
La donna, in base al suo racconto, sarebbe stata gettata per terra e palpeggiata pesantemente dal giovane, che poi le ha messo una mano sulla bocca per evitare che chiamasse aiuto.
Il diciottenne arrestato, riferiscono i carabinieri, è in Italia da pochi mesi e ha presentato una domanda per ottenere l'asilo politico (che a questo punto non ha alcuna speranza di essere accolta). Vive insieme ad alcuni connazionali nell'appartamento dove è stato fermato dai carabinieri.
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