Il Tirreno

Prato

Regione e ministero danno soldi al Pecci

Regione e ministero danno soldi al Pecci

Un contributo ulteriore di 250.000 euro ciascuno È quanto deciso durante la visita del premier Renzi

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. «Mezzo milione per il nuovo Pecci ? 250 mila da Franceschini e 250 mila da Rossi» così ha risposto il presidente del consiglio Matteo Renzi, sabato scorso, durante la visita all’interno della nuova ala disegnata da Maurice Nio al Pecci, senza la stampa al seguito. Sembra risolto il problema del finanziamento per l’apertura del nuovo museo, almeno per il 2016, ma se per conoscere i particolari del contributo statale, bisognerà attendere il 16 ottobre, quando il ministro della cultura Dario Franceschini taglierà il nastro e darà l’annuncio, per il contributo regionale i tempi sono più stretti, almeno da quanto conferma al Tirreno la consigliera regionale Ilaria Bugetti, vicepresidente della commissione cultura.«Dalla presidenza è stato preso l'impegno - afferma - il presidente Rossi infatti ha firmato una lettera in cui si impegna a reperire altri 250.000 euro, di cui 100.000 sono già presenti nel bilancio, per far sì che il museo possa trovare pieno compimento e possa completare lo sviluppo – spiega Bugetti- Altre risorse dovrebbero arrivare dal presidente Renzi il quale nella sua recente visita ha promesso di impegnarsi a trovare fondi specifici da destinare al centro». Intanto mercoledì scorso è stato approvato in consiglio regionale il Documento di economia e finanza della Regione, dove è stato inserito il finanziamento di 1.100.000 euro per la Fondazione delle arti contemporanee della toscana, che ha la gestione del Centro Pecci. «Il nuovo Pecci non è un punto d’arrivo ma una nuova partenza - dice Bugetti - La sua splendida riapertura rappresenterà non solo l’immagine della Prato che sa fare e bene, ma costituisce il paradigma della nostra modernità: l’arte contemporanea come visione di una storia che si reinventa, si attualizza anche nella società, nel lavoro, nell’industria manifatturiera che non si adagia nei fasti del passato. Il 16 ottobre - prosegue - con la rinascita del museo, riprende vita anche l’ambizione di una città e di un distretto che punta a rinnovare in chiave contemporanea la sua identità». Bugetti mercoledì ha visitato il cantiere del museo insieme all’assessore alla cultura del Comune di Prato, Simone Mangani, alla presidente della Fondazione per le arti contemporanee in toscana Irene Sanesi e al direttore del museo Fabio Cavallucci. «Il Centro Pecci – conclude Bugetti – rappresenta il polo regionale per l’arte contemporanea e aspira ad essere, sempre di più, il nostro biglietto da visita internazionale».

Riccardo Tempestini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani