Il Tirreno

Prato

Avviso agli immobiliaristi «Il contratto non vi salva»

Avviso agli immobiliaristi «Il contratto non vi salva»

Alla Camera di commercio si è parlato degli affitti alle aziende cinesi I magistrati Gestri e Canovai: «Noi guardiamo alla sostanza, non alla forma»

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PRATO. Auditorium della Camera di commercio esaurito per il convegno "Sicurezza nei fabbricati produttivi, responsabilità del proprietario e del conduttore" organizzato dal Palazzo delle Professioni. Il tema è molto sentito e alla fine si è compreso che la forma contrattuale non è una garanzia per il proprietario. Lo hanno ben sottolineato i procuratori Lorenzo Gestri e Laura Canovai. «Molti di quei pratesi che oggi affittano gli immobili - spiega Laura Canovai - conoscono il territorio e quello che fanno gli affittuari e in questo caso si parla di cinesi». Qual è il contratto che li può garantire? «Bisogna conoscere le esigenze di quel luogo e come viene gestito - dice il magistrato - Il parametro della correttezza deve essere dato dalla realtà. Come mai non viene mai il dubbio di cosa succede in quella che è la mia proprietà? Bisogna superare la sola etica del profitto».

«Una risposta concreta deve essere data - spiega Lorenzo Gestri - Non si può pensare di risolvere questo problema attraverso la forma. Noi non prendiamo in considerazione il dato statico, le indagini prendono un dato dinamico. Le carte nel caso di Teresa Moda (la confezione bruciata nel 2013, ndr) stavano per lo più a posto ma non sono state sufficienti per i proprietari».

«Quando sono arrivato a Prato c'erano i controlli con la polizia municipale nei capannoni e molte volte sappiamo che c'è promiscuità tra attività produttiva e dormitori e questi aspetti sono diversi dalla cultura civilizzata del nostro paese - continua Gestri - Quei morti sono la conseguenza diretta di culture diverse, in un territorio come quello pratese i cinesi decidono di fare impresa in occidente con regole della Cina». «Il proprietario sa che molte volte chi fa il contratto non è colui che lavora in quel fabbricato -spiega Canovai - In 10 anni il ricambio delle ditte è di 1.056 aziende che hanno meno di 3 anni di vita quindi una ditta nasce e muore. Il contratto di locazione dura 6 anni e quindi il proprietario ha a che fare con molti conduttori. Molte volte c'è una successione di contratto di locazione. Ma i proprietari hanno cercato il conduttore o se lo trovano all’atto di firma? Se i proprietari hanno a cuore l'interesse dell'immobile devono tutelare e vedere le persone che siano realmente presenti e che l'interlocutore non sia diverso da quello che firma. In una logica di ragionevolezza le carte a posto non possono bastare».

Vezio Trifoni

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