Il Tirreno

Prato

Abusi sessuali su tre ragazzi, arrestato un goliarda delle Pagliette

La Paglietta, simbolo del gruppo goliardico dell'Istituto Buzzi
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La Paglietta, simbolo del gruppo goliardico dell'Istituto Buzzi

La denuncia è stata presentata dal presidente del Gruppo dei goliardi del Buzzi venuto a conoscenza, attraverso alcuni giovani, di uno degli episodi. Il professionista, 42 anni, sentito dal sostituto procuratore è ai domiciliari. "Erano rapporti volontari". Il comunicato delle Pagliette

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PRATO. E' agli arresti domiciliari con l'accusa di violenza sessuale su minori. Quarantadue anni, professionista del mondo dello spettacolo, è accusato di aver avuto rapporti con due ragazzi, oggi maggiorenni, ma che all'epoca dei fatti avevano tra i 16 e i 17 anni e che aveva conosciuto nelle Pagliette, il gruppo goliardico dell'Istituto Buzzi di cui anche lui faceva parte proprio per l'attività portata avanti, per anni, nel tradizionale spettacolo della “Rivista”.
Ad accusare Alessio Vallotti, fonico, sono tre giovani che davanti al sostituto procuratore della Repubblica Valentina Cosci hanno confermato di aver avuto pesanti avances dall'uomo e di essere stati portati nell'appartamento che il tecnico aveva a Prato o nella casa di famiglia nel Mugello.

Qui le avances si sarebbero trasformate per almeno due di loro in rapporti sessuali. Che uno dei tre ragazzi, confessa di aver subito non per una vera e propria violenza fisica, ma per una situazione di sudditanza nei confronti dell'uomo, un adulto gerarchicamente superiore nel club, e perché ubriaco. Mentre negli altri due casi si riferisce di un rifiuto netto all’inizio di masturbazione orale e a un tentativo di palpazione. Il fonico, difeso dagli avvocati Barbara Mercuri e Franco Legni, dopo l'esecuzione dell'ordinanza cautelare firmata dal giudice Silvia Isidori, è stato sentito dal sostituto procuratore della Repubblica Valentina Cosci titolare dell'indagine insieme al procuratore capo Giuseppe Nicolosi. Vallotti, ai domiciliari nella casa del Mugello, ha negato le violenze pur confermando di aver ospitato i giovani e ha fornito la sua ricostruzione dei fatti che limita i rapporti più stretti, ma per un periodo più breve, solo con uno dei ragazzi. Durante l'interrogatorio, come appreso anche da fonti della procura, avrebbe fornito elementi su cui si sta indagando.


La denuncia è stata presentata dal presidente del Club delle Pagliette Gabriele Villoresi venuto a conoscenza della situazione, informato dai tre vice presidenti del Club, relativamente ad alcuni episodi di abusi sessuali da parte del fonico, membro onorario dell'associazione goliardica, ai danni di due Pagliette, all'epoca dei fatti minorenni. Poco prima della presentazione della denuncia il tecnico, accusato da un gruppo di ragazzi durante una festa al Castello dell'Imperatore in cui gli si chiedeva di sospendere la frequentazione del Club, aveva presentato a sua volta una denuncia verso ignoti per diffamazione.


Tutta la vicenda, in base agli elementi investigativi dell'accusa, comincia nel 2012. Siamo al Museo del Tessuto e c'è stato uno dei galà del Club delle Pagliette. Uno dei tre giovani ha bevuto troppo e anziché rientrare a casa si ferma a dormire da un amico, anche lui membro delle Pagliette. E' sul divano letto e sta dormendo quando sente il tecnico che è sdraiato vicino a lui praticargli un rapporto orale. E' uno degli episodi: tutti sono molto simili. Nel caso di uno dei tre ragazzi, in base alla testimonianza raccolta, avvengono anche due volte al mese fino al gennaio del 2016. Per quanto riguarda invece gli altri due giovani si tratterebbe di un caso poi taciuto per vergogna finché non è venuta fuori la storia, più lunga e complessa dell'amico. Dalle testimonianze raccolte emerge anche che il tecnico aveva l'abitudine di organizzare feste nel monolocale di Prato con molti alcolici facendo sì che uno dei tre, quello con una situazione familiare all'epoca dei fatti più complessa, rimanesse a dormire da lui, oggi, accusato anche di avere avuto comportamenti ambigui durante i riti iniziatori nel Club delle Pagliette.
Nessuno dei ragazzi ha mai avuto denaro in cambio. In alcuni casi i giovani venivano invece pagati perché aiutavano il fonico nello spostamento dell'attrezzatura (è da qui la loro presenza nella casa del Mugello) o, nel caso dello studente con la frequentazione più assidua, nel pagamento di quanto necessario per partecipare alle feste dell'associazione.

  • IL COMUNICATO DELLE PAGLIETTE

Intanto l'associazione Cub delle Pagliette, a firma del presidente Gabriele Villoresi, ha inviato un comunicato, nel quale vengono prese le distanze dal professionista arrestato. Questo il testo.

"In relazione alle notizie che collega il nome della Pagliette del Buzzi ai fatti di una delicata inchiesta giudiziaria, teniamo a rimarcare questo segue: le Pagliette accompagnano la storia della città di Prato da 70 anni. Tante generazioni di studenti che ne hanno fatto parte hanno condiviso l'esperienza di quello spirito goliardico che trova nella cultura dello scherzo e nel guardare alla vita con ironia e col sorriso, il migliore antidoto contro le amarezze e le difficoltà. La Rivista teatrale rappresenta emblematicamente il valore di questa esperienza e costituisce patrimonio culturale di tutti i pratesi".

"L'eventuale coinvolgimento - prosegue Villoresi - nei fatti oggetto delle odierne vicenda giudiziarie, di perrsone più o meno direttamente legate alle attività della nostra associazione, non può e non deve gettare discredito sui sani valori che essa coltiva. Chi - come noi - è chiamato a custodire la tradizione e il patrimonio culturale delle Pagliette, non intende permetterlo e respinge con orgoglio ogni indebito accostamento fra quelle vicende (ancora tutte da chiarire) e il buon nome (e il logo) delle Pagliette".

"I nostri ragazzi chiamati a testimoniare, del resto, si sono contenuti, con grande maturità, assicurando la massima collaborazione agli inquirenti e al contempo serbando un alto profilo di riservatezza su tutta la vicenda, cosa oggi purtroppo assai rara, come dimostra la diffusione della notizia che ci costringe a intervenire".

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