Albero cade nel cortile dell'asilo e distrugge la "casetta" dei bambini - Foto
Prato, ha ceduto nelle prime ore del mattino di lunedì fortunatamente prima che bimbi e maestre entrassero a scuola. Nell'ultimo controllo il leccio non era stato inserito tra quelli da abbattere
PRATO. Le mamme si erano opposte al taglio di quegli alberi enormi in via San Vincenzo. E, in particolare, volevano preservare quel bel leccio cresciuto nel cortiletto interno dell’asilo Orto del lupo in via San Vincenzo in centro storico che faceva ombra ai piccoli quando, nei mesi estivi, giocavano fuori. Si erano opposte strenuamente al taglio degli alberi, nonostante gli agronomi del Comune, per una serie di motivi, avessero avvertito che si trattava di alberi a rischio caduta.Ed è successo: nelle prime ore di questa mattina, lunedì 19 settembre, quando fortunatamente la scuola era ancora chiusa, il leccio ha ceduto ed è precipitato.
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L'albero, dal fusto alto e con la chioma ancora rigogliosa, che esternamente sembrava sano è caduto ( probabilmente il colpo finale l'ha dato l’ondata di maltempo di venerdì 16) quando a scuola non erano ancora entrati né bimbi né insegnanti. E si è schiantato sulla casetta che usano per gioco i bambini, distruggendola completamente e a pochi metri dai tricicli “parcheggiati” vicino al muro. Se l’asilo fosse stato aperto - e sarebbe accaduto poche ore dopo - sarebbe stato un disastro.
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“Avevamo avvertito che gli alberi erano a rischio – spiega l’assessore all’Ambiente Filippo Alessi – non in particolare quello dell'asilo, ma tutte quelle piante costrette a crescere in situazioni particolari. Non interveniamo se non siamo sicuri di ciò che facciamo, come è già successo per gli alberi in piazzetta San Niccolò”.
“L’amministrazione comunale – prosegue l’assessore – segue il principio del “minor rischio”, ovvero decide di eliminare quegli alberi che sono anziani, cresciuti in situazione precarie e che per le potature frequenti e per gli ambienti ristretti in cui sono nati, di sicuro, dopo un certo numero di anni, non sono più stabili. Un albero pericolante in una grande area verde, come le Cascine di Tavola, per esempio, può essere rischioso ma certamente meno di un albero dentro il cortiletto di un edificio. In questo caso inoltre – conclude Alessi – l’albero aveva le radici malate, colpite da un fungo, che però all’esterno era impossibile vedere”.
L'ultimo controllo al leccio nell'asilo era stato effettuato venerdì scorso dall'agronomo del Comune per verificarne le condizioni dopo le forti piogge della giornata. L'albero sembrava solido e non era stato inserito nel programma di abbattimento.
IL SISTEMA DI CONTROLLO DEGLI ALBERI. Da tempo il servizio verde pubblico aveva individuato alcune piante da abbattere nell’area verde di pertinenza dell’asilo nido "Orto del Lupo", dove è caduto un leccio. I lavori non sono ancora iniziati e cominceranno a breve, anche a seguito delle lamentele di alcuni genitori dei bambini che frequentano la scuola preoccupati della carenza di ombra.
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Il leccio caduto non era fra le piante da abbattere perché da un’analisi esterna non presentava alcun segno di carie, la corteccia del fusto non presentava lesioni e la chioma mostrava una buona vigoria dell’albero. Solo alla base era presente il corpo fruttiferi di un fungo (Ganoderma lucidum), responsabile della carie del legno, ma le dimensioni del corpo fruttifero fungino e la vigoria dell’albero facevano ritenere che la carie fosse in una fase assolutamente iniziale.
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Il controllo delle alberature pubbliche viene eseguito con cadenza triennale da personale specializzato mediante la tecnica del Visual tree assestament; per le piante che evidenziano potenziali problematiche vengono eseguite indagini strumentali mediante penetrometro, uno strumento che misura la resistenza del legno.
Seguendo la logica del risk-menagement particolare attenzione viene posta nel controllo degli alberi ubicati in luoghi frequentati anche in caso di forti avversità atmosferiche. quali viali, piazze e aree a verde di pertinenza di edifici pubblici e scuole. E' comunque necessario precisare che le indagini relative alla stabilità degli alberi non hanno un’attendibilità assoluta principalmente per il fatto che è praticamente impossibile eseguire indagini sull’apparato radicale il cui decadimento, come nel caso del leccio dell'asilo nido, è causa della caduta.
Generalmente il decadimento dell’apparato radicale è associato a un deperimento della chioma o a disseccamenti di parte di essa, mentre l’albero in questione aveva una chioma in ottimo stato.
"Occorre prendere atto del fatto che non sempre è possibile prevedere la caduta di un albero - spiega Marco Mascelli, responsabile manutenzione verde pubblico -. Situazioni di questo tipo sono molto rare e nella mia più che trentennale esperienza ho memoria di soli 3 casi analoghi a quello verificatosi all'asilo di via San Vincenzo: due pioppi in via Bologna, due ippocastani in viale Borgovalsugana e una quercia colossale posta nel giardino privato di villa Niccolini; in totale quattro casi a fronte di diverse migliaia di abbattimenti di alberi individuati come potenzialmente pericolosi".
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