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Tragedia del sottopasso, chieste due condanne e due assoluzioni
Per il pubblico ministero Lorenzo Gestri i colpevoli per la morte di tre donne cinesi annegate durante il nubifragio sono il direttore dei lavori e un ex funzionario comunale
PRATO. Due anni di reclusione a testa per Lorenzo Frasconi e Stefano Caldini, rispettivamente ex dirigente del Servizio mobilità e grandi strutture del Comune di Prato e direttore dei lavori del sottopasso di via Ciulli. Queste le richieste del pubblico ministero Lorenzo Gestri al termine del processo per la morte di tre donne cinesi annegate nel sottopasso di via Ciulli la notte tra il 5 e il 6 ottobre 2010.
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Il pubblico ministero Lorenzo Gestri ha ricordato che si tratta di una vicenda e di un procedimento molto complesso. Agli imputati Stefano Caldini e Paolo Berti, quest'ultimo capo dell'ufficio Sviluppo e potenziamento delle Ferrovie dello Stato, vengono contestate le irregolarità nelle fasi di progettazione e costruzione, mentre a Lorenzo Frasconi e Sandro Gensini, direttore generale di Asm, quelle nella fase di gestione. Gestri si è convinto della colpevolezza di Caldini e Frasconi, mentre non ha trovato sufficienti elementi per Berti e Gensini.
Decisiva per l'allagamento del sottopasso, ha sostenuto Gestri, è stata l'esondazione del torrente Vella, calcolata in 3,43 metri cubi al secondo che, insieme all'acqua piovana, avrebbe fatto sì che il sottopasso si sia allagato in circa 8 minuti. Nella convenzione tra le Ferrovie e il Comune di Prato, ha ricordato il pm, si indicava nell'ingegner Caldini il responsabile dei lavori. Tre le mancanze contestate a Caldini: non risulta alcun progetto esecutivo per lo spostamento del torrente Vella, manca una verifica idrogeologica, soprattutto manca il nulla osta da parte del Genio civile. A Frasconi invece si contesta di aver preso in carico l'opera senza fare le dovute verifiche e di non aver vigilato successivamente, visto che il sottopasso si era allagato anche prima della tragedia del 2010.
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