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Ragazzina presa a cazzotti ai giardini: un genitore racconta che cosa è successo
La studentessa è stata dimessa dall’ospedale con il naso e due denti rotti. Il fatto è avvenuto dopo una lite con un coetaneo: prima le offese, poi lo schaffio e il pugno. Smentite le voci sui social: la droga non c'entra
PRATO. Ha il setto nasale e due denti rotti. E' uscita dall'ospedale dopo il cazzotto preso in pieno volto venerdì sera, mentre con due amiche, trascorreva la serata in centro storico. Sono passate poche ore dalle dimissioni dall'ospedale Santo Stefano dove la ragazza, una studentessa pratese di 15 anni, è stata ricoverata con il volto sanguinante a seguito di una violenta lite con un quasi coetaneo originario del Marocco.
Sui social si parla dell'aggressione, si fa l'ipotesi di debiti della ragazza nei confronti del giovane. Lei si difende e, suo malgrado, racconta uno spaccato della vita di una parte degli adolescenti della città. «Non ci andrei mai a prendere il fumo da lui. Non è vero che devo dargli dei soldi. Sono solo voci». E' questo il senso della manciata di post che pubblica sulla sua bacheca e su quella di alcuni amici. La storia dell'aggressione diventa quasi virale in città. I testimoni sono veramente tanti. All'ospedale le hanno fatto le analisi da cui risulta, in base a quanto riferiscono le forze dell'ordine, che aveva assunto droghe.
Il fumo c'entra nella storia. Ma non nell'aggressione, almeno a quanto dichiara una delle ragazze.
E' venerdì sera, intorno alle 21,30. Tre amiche, tutte tra i 15 e i 17 anni, sono nei giardini di Santa Trinita. Come fanno spesso sono sedute su una panchina. Fumano e hanno in mano almeno una bottiglia di birra. Lì vicino c'è un gruppo di ragazzi, maschi, di origine magrebina. Qualche precedente alle spalle. I residenti da tempo lamentano che in quella zona i magrebini spacciano. Alla luce del sole, con noncuranza.
La ragazza getta a terra la sua bottiglia. Non si sa esattamente per quale motivo ma in base al racconto di una delle amiche (attraverso il padre) uno dei maschi si rivolta con violenza. La offende. La minaccia con la bottiglia. Lei non ci sta si alza dalla panchina e gli tira uno schiaffo. «La situazione degenera», riporta il babbo al telefono mentre la figlia gli parla accanto. Il ragazzo reagisce e le tira un pugno in pieno volto. Il sangue esce a fiotti dal naso. «Mia figlia li ha divisi - riferisce il padre - e lui se n'è andato. Le tre ragazze gli sono andate dietro e poi una volta arrivate davanti al Castello dell'Imperatore sono intervenuti i carabinieri. Il marocchino si è dileguato mentre le ragazze sono state identificate e l'amica di mia figlia, ferita in modo grave al volto, medicata e trasportata all'ospedale. Un'aggressione in piena regola senza motivo o per motivi futili».
Davanti al Castello le due ragazze sono molto agitate mentre in ambulanza si fanno le prime operazioni di soccorso. «Sì, mia figlia fuma le canne. Non le hanno fatto le analisi ma è probabile avesse fumato e bevuto. E per quello era agitata. Hanno però fornito il nome dell'aggressore, che mi dicono abbia precedenti per furto e per aver picchiato un anziano a Montale. Non avevano comprato il fumo da lui. Anzi, forse è l'unico del gruppetto dei maschi che non spaccia, almeno mi dice mia figlia. Però è violento e mentre venerdì sera se n'è andato senza lasciare traccia le ragazze sono state identificate, segnalate in prefettura e denunciate perché avevano un taglierino e un coltellino svizzero. E tra l'altro mentre quella ferita è stata portata in ospedale, le altre due sono state lasciate lì. Sono andato io a prenderle in via Roma. Dopo che i carabinieri erano venuti ad avvisarci su cosa fosse accaduto».
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Un episodio che coinvolge giovanissimi che non si vedeva ormai da anni dopo un periodo, a Prato, in cui il centro storico era un continuo via vai di carabinieri e polizia per adolescenti che si picchiavano tra loro. Adesso la situazione sembra peggiore. Meno casi ma più gravi con dinamiche sociali preoccupanti. «Accade spesso anche adesso», racconta una delle ragazze. «Solo questa volta lui ha picchiato duro», aggiunge.
Sui post volano insulti. La città si schiera. Integrazione, spaccio, droga, disagio giovanile: i temi più caldi della città, tutti insieme, annodati in un unico episodio. Tra il Castello dell'Imperatore e i giardini di Santa Trinita.
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