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«In 12 anni, di media, ho preso 620 euro al mese»
PRATO. Massimo Calissi, presidente storico del Centro di scienze naturali(la nomina è del 1998) condannato dalla Corte dei Conti a risarcire il centro e quindi il Comune (socio unico) di quasi 80.000...
PRATO. Massimo Calissi, presidente storico del Centro di scienze naturali(la nomina è del 1998) condannato dalla Corte dei Conti a risarcire il centro e quindi il Comune (socio unico) di quasi 80.000 euro per stipendi aumentati senza averne l’autorità, per pagamenti ad Arci Ragazzi che superavano il limite stabilito, per una sanzione pagato con i soldi della Fondazione invece che di tasca (dall’ex direttore Tozzi), per la quale lei risponde al 50%. Calissi, si aspettava una stangata del genere?
«Sto male, malissimo, perché, evidentemente, i magistrati della Corte dei Conti non hanno tenuto in alcun conto la mia memoria (Calissi è assistito dall’avvocato Ciabatti dello studio associato Sambo e Ciabatti ndr) nella quale ho spiegato nel dettaglio cosa facevo e come sono state prese le decisioni».
Cosa le viene contestato?
«In pratica sono stato condannato a pagare gli aumenti di stipendio che ho deciso in qualità di presidente del Centro, e potevo farlo, di tutti i dipendenti che l’hanno ricevuti. Secondo la magistratura contabile gli aumenti sarebbero stati decisi in modo indebito, in pratica non avrei avuto l’autorità per farlo. Ma, mi chiedo, se non io che ero il presidente, chi avrebbe potuto prendere una decisione simile a fronte del lavoro duro di alcuni ragazzi la cui opera, tra servizi e organizzazione di eventi, è servita a richiamare sempre più gente, quindi ad avere entrate sempre maggiori e la garanzia di poter proseguire nella gestion?e».
Si tratta di cifre alte?
«Premetto: mi sono aumento il mio stipendio assieme a quello di tutti gli altri. E ora le dico di quanto: a un giovane ho aumentato lo stipendio di 40 euro lordi, a altri due di 50 euro, al quadro (Saverio Tozzi, figlio di Gilberto, ex direttore ndr) di 100 euro lordi. Io che avevo un contratto da Cococo, sono arrivato a prendere 10.000 euro l’anno e non più 9.000. In 12 anni e 7 mesi di attività la media lorda di quanto ho percepito dal Centro è stata di 620 euro al mese. Ovviamente campavano grazie al mio lavoro di programmatore di computer».
Si, ma nella sentenze si parla comunque di procedure illegittime e gli aumenti risalgono al 2003 .
«Gli aumenti sono stati messi in bilancio, i sindaci revisori non hanno avuto nulla da dire, poi il bilancio è stato visionato dal cda e infine approvato dal consiglio comunale. A chi dovevo far vedere i numeri, ancora, per evitare la condanna?
Pagherà il suo debito?
«Una cosa è certa, da me non prenderanno un euro, perché mi fregio di essere una persona povera. Ho 73 anni, una pensione di 928 euro al mese, vivo in affitto e qualche mese fa sono stato operato per un tumore. E sa perché farò ricorso? Perché ho ancora una dignità».(c.o.)
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