Il Tirreno

Prato

Le note di "Hallelujah” a Palazzo Pretorio svegliano la città

Fabrizia Prota
Il concerto sul terrazzo di Palazzo Pretorio al sorgere del sole
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Il concerto sul terrazzo di Palazzo Pretorio al sorgere del sole

Suggestivo concerto all'alba in memoria di Jeff Buckley dei The Grace. In trenta aspettano il sorgere del sole sul terrazzo del museo

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PRATO. Mentre la città era ancora assopita, alla prime luci di sabato 3 settembre trenta coraggiosi amanti della musica si sono dati appuntamento sulla terrazza di Palazzo Pretorio per l’evento più singolare del “Settembre Prato è Spettacolo” 2016. Alle 6.30 era infatti in programma il concerto dei “The Grace”, band tributo a Jeff Buckley, che ripropone in formazione acustica – chitarra, violino e voce – il repertorio dell’artista americano scomparso prematuramente quasi 20 anni fa e considerato dalla critica una delle pietre miliari del folk rock di sempre. A ruba i biglietti per il live, terminati in pochi minuti dopo il via libera alla prevendita lo scorso luglio, tanto da costringere l’organizzazione a programmare una replica, prevista per le 8.

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«Non ci aspettavamo un riscontro così caloroso – ha spiegato Francesco Fantauzzi di Fonderia Cultart, l'associazione che organizza il festival –, essendo un evento particolare, che deve incontrare una certa disponibilità da parte del pubblico. È un progetto che avevamo in mente da tempo, che è in linea con la volontà di inserire all’interno del programma del festival delle iniziative sperimentali, vere e proprie “chicche” disseminate per la città. Speriamo di poter replicare i futuro con eventi simili e ringraziamo il Comune e il Museo per la loro disponibilità».

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Entusiasti anche gli spettatori. «Avevamo letto del concerto la mattina dell’uscita dei biglietti e ci siamo messe subito davanti al computer per acquistarli – raccontano Eleonora, Alice ed Elena –. Conoscevamo Jeff Buckley ma non i “The Grace” ed è stata una bella scoperta, per di più in una location magnifica». «Mi sono svegliata alle 3 e mezzo – racconta Lucrezia, che viene da Arezzo –, ma ne è valsa la pena. È stata un’esperienza emozionante, che non ha deluso le mie aspettative». «Una volta all’anno si può fare – commenta un po’ provato Vladimiro, che accompagna Silvia, lei fan di Buckley, che spiega: «È stato bello godere di una visuale della città diversa dalla norma».
Suggestiva la performance, che in un’atmosfera surreale ha proposto i pezzi più famosi dell’unico album in studio pubblicato in vita dal cantautore statunitense, “Grace” appunto: da “Lilac Wine” a “Last Goodbye”, da “Grace” a “So Real”. Il momento più emozionante poi quando la band ha eseguito “Hallelujah”, brano di Leonard Cohen reso celebre dall’indimenticabile interpretazione di Buckley, mentre il sole faceva capolino da dietro Calvana.
«Buckley è immenso – ha commentato Claudio Corona Blegrave, voce del gruppo, accompagnato da Frank Cilio alla chitarra acustica e Andrea Costa dei Quintorigo al violino –. E la sua musica così eterea, quasi celestiale, si adatta bene ad un posto meraviglioso come questo. È una bella iniziativa, coraggiosa e suggestiva. Cantare a quest’ora è difficile – spiega poi – perché all’inizio la voce è un po’ fredda. Ma una volta scaldati resta solo l’emozione della musica».
Dopo il concerto, caffè e paste offerti a tutti i partecipanti e, inclusa nel biglietto, la possibilità di vistare il Museo di palazzo Pretorio, per salutare il nuovo giorno all’insegna della musica ma anche della cultura.

 

 

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