Allarme sbarchi, attesi nuovi arrivi, Prato supera quota 600
Nonostante i numeri elevati il sistema sembra reggere, una ventina di migranti trasferiti nel circuito di accoglienza nazionale
PRATO. Venerdì, al più tardi domani sabato 3 settembre, ne arriveranno altri 26. Che sommati ai 14 dei giorni scorsi (sette pakistani già spariti) fanno 40. E’ la conta della povertà e dello sradicamento, quella sui profughi che continuano a sbarcare e a raggiungere i territori. Ma è una conta, che al netto dell’accoglienza che a Prato regge, ha raggiunto numeri importanti. Con gli ultimi arrivi si supererà quota 600 migranti, per la precisione 606. Con una ottantina di arrivi nell’arco di poche settimane. E le riunioni tra Comune e Prefettura continuano anche perché si avvicina a grandi passi la quota massima di accoglienza, fissata in 700 profughi, che le associazioni Pane e Rose, Astir e Santa Rita che gestiscono le strutture si sono aggiudicate nel bando.
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«In realtà - afferma il vicesindaco Simone Faggi che si occupa dei profughi fino dall’inizio dell’emergenza - continuiamo a garantire condizioni di ospitalità buone perché il tourn over è effettivamente iniziato». Cosa significa? Che una quota di migranti arrivati da più tempo (un paio di anni) «grazie al lavoro dello staff che se ne occupa» precisa Faggi, è stata inserita nel Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati nazionale(Sprar), alleggerendo la pressione sul territorio.
Certo, si tratta di piccoli numeri: una ventina appena «che però di garantiscono - prosegue Faggi - una possibilità di manovra che altrimenti non avremmo». I migranti del circuito Sprar nazionale ricevo un permesso e vengono inseriti, in piccoli gruppi diffusi su tutto il territorio nazionale, in sistemi più strutturati di quello ordinario. «Il nostro obiettivo - prosegue Faggi - è quello di incentivare ulteriormente il passaggio di migranti così da liberare altri posti».
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Un contributo non indifferente per riuscire a reggere l’urto di questa grande migrazione senza fine, lo stanno dando anche gli altri comuni del territorio: Vaiano provvede a 70 migranti, Montemurlo a 25 ma il sindaco Mauro Lorenzini sta cercando altre sistemazioni, poi ci sono i 25 profughi di Poggio a Caiano, i 50 di Carmignano, la decina affidata a Cantagallo e i 20 che Vernio ospita. Tutto il resto rimane in capo al comune capoluogo che può contare sull’azione di “cuscinetto” della Croce Rossa che per prima prende in carico i nuovi arrivi.
I numeri parlano chiaro, nell’ arco di tre anni, a partire dal 2014, a Prato sono rimasti 200 migranti ogni anno. Fino a raggiungere quota 600 nel 2016. «I flussi - conclude Faggi - sono rimasti costanti. E’ evidente però che il fenomeno delle migrazioni non accenna a rallentare».
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