Il Tirreno

Prato

Nuovo Pecci: in ogni piazza un’opera d’arte

di Riccardo Tempestini
La mezzaluna di Mauro Staccioli
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La mezzaluna di Mauro Staccioli

Gli allestimenti dopo l’inaugurazione del Centro d’arte contemporanea prevista il 16 ottobre. Un Poirier davanti al Met

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PRATO. «Una piazza un’opera, ma anche nei vicoli e a Chinatown». Ecco l’obbiettivo di “Prato, l’arte contemporanea fa centro in toscana”, il progetto, work in progress, promosso dall’assessore Valerio Barberis con il contributo di Stefano Pezzato, conservatore del Centro Pecci e la consulenza del direttore Fabio Cavallucci. Impossibile stabilire la tempistica, ma per l’inaugurazione del nuovo edificio, disegnato da Maurice Nio fissata per il 16 ottobre, sarà sicuramente pronto il primo step.

« Tutte le opere d’arte contemporanea già esistenti sul nostro territorio andranno in rete, a cui verranno via via aggiunte le altre installazioni, a costi minimi grazie a donazioni e comodati con gli artisti, lusingati di fare parte del primo circuito toscano di arte contemponea».

Così Barberis, confermando che la prima opere sarà il “Dirigibile – fontana” di Marco Bagnoli, che zampillerà da ottobre in piazza Ciardi, rimessa a nuovo, così come tornerà a vivere la mezzaluna di Mauro Staccioli, spostata sulla rotonda davanti alla questura. Ancora qualche dubbio sulla ricollocazione della colonna spezzata dei Poirier, ora su viale Montegrappa ma dovrebbe essere, almeno provvisoriamente, posata lungo la Declassata, davanti all’Art Hotel. La nuova “rete” , ora solo pratese, ma poi toscana, comprenderà tutte la ventina di opere, sparse per la città, cominciando da quella più conosciuta, il “Buco” di Henry Moore, che avrà finalmente la sua targhetta, con tanto di nome “ Forma squadrata con taglio” del 1974, ideata dal Centro Pecci.

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L’elenco è davvero importante, visto che ben poche città hanno il Duomo con l’altare disegnato da Robert Morris, così come una biblioteca pubblica con un’opera monumentale di Barbara Kruger, oramai parte integrante della Lazzerini. Senza tralasciare Lipchitz in piazza del Comune e la grande ruota di Ben Jacober appoggiata sulle mura medioevali in via Pomeria. A tutte queste ne verranno, via via, aggiunte altre, ancora inedite, su cui stanno lavorando Pezzato e Barberis. Se le opera sono ancora incerte, le piazze sono state scelte: opera d’arte contemporanea saranno collocate «sicuramente in piazza San Domenico, piazza san Francesco, e piazza Mercatale - prosegue Barberis - mentre per piazza delle Carceri sarà molto difficile trovare un “capolavoro” all’altezza» aggiungendo però che altre opere verranno sistemate nei vicoli del centro. L’Occhio di marmo dei Poirier, infatti, potrebbe accogliere gli spettatori davanti al teatro Metastasio.

Esclusa, per ora, piazzetta San Niccolò. Tutto da decidere anche per il Bastione delle Forche e per piazza Landini, davanti alla biblioteca Lazzerini, ma non c’è che l’imbarazzo o della scelta vista la qualità della collezione permanente del Pecci. Barberis non dimentica la Chinatown, dove verranno installate opere con altre tipologie di supporto, come murales e lavori tipici di “street art”, naturalmente anche con artisti cinesi. « Insomma la nostra città sarà l’inizio del “Contemporary toscan in Prato”, la rete del contemporaneo della Regione - conclude L’assessore - e come fulcro il nuovo Pecci».

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