Il Tirreno

Prato

Dall'Europa un milione di euro per il sociale

Camilla Bernacchioni
Luigi Biancalani, presidente della Società della salute
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Luigi Biancalani, presidente della Società della salute

Prato, il progetto "Made in Po" della Società della salute consente a 145 disabili psichici di fare formazione e trovare un'occupazione

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PRATO. Si chiama "Made in PO" il progetto della Società della Salute area pratese che è arrivato tra i primi nella graduatoria del Programma operativo regionale (Por) del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) 2014-2020. E per la prima volta il Comune ha ottenuto soldi dall'Europa per il sociale. Un milione di euro, per l'esattezza, dei 14,7 totali previsti dal bando. Il progetto, acronimo che sta per "Misure di accompagnamento contro il disagio e l'esclusione attraverso l'Inserimento in percorsi occupazionali" biennale, di cui la Sds è capofila, promuove l'occupabilità di 145 disabili psichici e persone con problemi di salute mentale di Prato e provincia (in carico ai servizi socio-assistenziali, sanitari e/o socio-sanitari), creando le condizioni per l'inserimento sociale e lavorativo, per prevenire e contrastare situazioni di esclusione, emarginazione e discriminazione che impattano sulla qualità di vita della persona e della famiglia.

"Per noi è un grande risultato - ha detto Luigi Biancalani presidente della Sds e assessore ai Servizi sociali del Comune di Prato - e la Società della Salute, mi tolgo qualche sassolino dalle scarpe vista l'occasione, dimostra con i fatti il ruolo che ha, tra l'altro il nostro è stato uno dei progetti più apprezzati dalla Regione Toscana". Il progetto, che si articolerà in più fasi e di cui il "cuore" è costituito dalla formazione per circa 3 mesi, i laboratori nelle aziende per un massimo di 6 mesi e gli stage per un massimo di 9 mesi, coinvolge tante realtà del territorio dal terzo settore alle categorie economiche: partner, oltre a Confartigianato, sono circa 30 aziende del territorio nell'ambito dei servizi alla persona, agricoltura, vivaismo, cultura e cooperative sociali del terzo settore.

Grazie a questo progetto saranno presi in carico con selezione e valutazione funzionale, 145 soggetti e di questi almeno 105 saranno accompagnati in azienda. "Siamo partiti dal fatto che non bisogna prima vedere i posti che ci sono liberi e poi avviare gli inserimenti lavorativi, ma valutare ogni singolo percorso individuale e trovare il contesto giusto in base alle competenze e capacità in cui fare l'inserimento - ha aggiunto il direttore della SdS Michele Mezzacappa - come data di inizio per le valutazioni abbiamo pensato a dicembre ma contiamo di partire anche prima". A seguire l'andamento del progetto biennale, per la prima volta, sarà costituito un comitato formato da rappresentanti dei familiari.

"Sono le persone più indicate a valutare l'andamento del percorsi individuali perché conoscono bene queste situazioni da ogni punto di vista, le vivono ogni giorno". Dei 145 soggetti fanno parte anche giovani che escono dalle scuole superiori (come richiesto dal bando stesso) "saranno possibili sbocchi futuri - ha concluso Mezzacappa - intanto con il bando crediamo di dare un'opportunità a quelle persone che purtroppo di solito non hanno molte altre alternative se non stare in casa".

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