Il presidio
Alle superiori mancano 40 insegnanti di sostegno
Prato, le situazioni più critiche al Livi-Brunelleschi e al Cicognini-Rodari La lista prosegue: scuole in cerca di docenti di lettere, greco e latino e matematica
PRATO. Le scuole superiori di Prato cercano insegnanti di sostegno. A poco più di due settimane dall'avvio delle attività didattiche i dirigenti si ritrovano a fare i conti con l'organico e tra i tanti professori che ancora mancano in aula quelli di sostegno sono i più numerosi.Circa quaranta, in base alle informazioni fornite ad oggi dalle varie scuole. Si tratta di un dato non da poco visto che questi insegnanti sono figure fondamentali perché seguono da vicino e supportano nella formazione i ragazzi con handicap che, più di altri, necessitano di aiuto.
Per i presidi è dunque una priorità, per partire con il piede giusto e non lasciare indietro nessuno.Una necessità sentita con forza soprattutto dai dirigenti Tiziano Pierucci del liceo Livi-Brunelleschi e Mario Di Carlo del Cicognini-Rodari, alla guida rispettivamente del liceo artistico e dello psico-pedagogico dove il numero degli alunni certificati è molto alto e non possono fare a meno di questi insegnanti.
Sono circa venti i professori di sostegno mancanti al Cicognini-Rodari, almeno sette quelli del liceo di Montemurlo, profili richiesti dall'organico dell'autonomia, la novità introdotta dalla "Buona scuola" e reclutabili attraverso l'autocandidatura, ma in molti casi le domande pervenute nelle scuole sono state inferiori alle disponibilità, lasciando così molti posti vacanti.
Anche in altre scuole la situazione è complessa, al Gramsci-Keynes ne mancano dodici, cifra destinata a crescere se si somma alle necessità del Datini, del Buzzi, del Marconi, e degli altri istituti quando saranno forniti i numeri precisi.I posti vuoti saranno coperti in tempo utile? Una domanda a cui è difficile rispondere.
I dirigenti scolastici ipotizzano che in un primo momento ci saranno le assegnazioni effettuate direttamente dall'ufficio scolastico regionale poi, se le graduatorie saranno definitive, si attingerà da vincitori del concorso e, successivamente, si assegneranno i posti ai supplenti delle graduatorie di istituto, come sempre fatto anche in passato.L'inconveniente è che, visti i tempi ristretti tra l'avvio della scuola e la lista definitiva del concorso, sarà possibile che gli incarichi vengano dati "fino ad avente diritto", ovvero per un periodo di tempo limitato in attesa del vincitore.E i ragazzi in classe si troveranno un ennesimo avvicendamento, accanto a loro, di figure di supporto con cui instaurano uno stretto legame. Insomma una situazione delicata che si annuncia particolarmente difficile.
All'appello non mancano solo gli insegnati di sostegno ma anche i titolari di materie: mancano insegnanti di laboratorio al Buzzi, di indirizzo tecnico all'alberghiero del Datini, di matematica al Cicognini-Rodari e al Keynes, di lettere e latino al Livi, di greco al liceo classico, di francese, tedesco e spagnolo un po' in tutte le scuole.Non tanto diverso il quadro per le scuole medie, l'infanzia e la primaria. In questi ultimi due casi, i risultati del concorso sono ancora lontani così si ipotizza l'assegnazione di supplenze temporanee in vista di successive convocazioni ad anno scolastico in corso.
Insomma sarà un altro avvio al rallentatore e ai dirigenti non spetta che aspettare i passaggi necessari della complessa macchina della scuola italiana.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
