Il presidio
Terremoto: "Così sono uscita da sotto le macerie e mi sono salvata"
Il racconto di una donna di Prato miracolata a Pescara del Tronto: "Era tutto buio, chiamavo mio marito e mia figlia, poi sono arrivati i soccorsi"
PRATO. "Vedevo solo uno spiraglio di luce, e da lì alla fine sono uscita in mezzo alle macerie". Ore 3,36 della notte tra il 23 e il 24 agosto: in una delle case che cominciano a tremare a Pescara del Tronto, la minuscola frazione di Arquata (Ascoli Piceno) il cui nome sta per diventare tristemente famoso a causa del terremoto, c’è anche una pratese. Si chiama Maddalena Cafini e da qualche anno si è trasferita a Napoli. È arrivata poco prima sulle montagne delle Marche perché lì ha una casa il padre e vuole trascorrere qualche giorno di vacanza. Un idillio che viene bruscamente interrotto dal sisma. La mattina seguente l’ha rintracciata l’emittente Tg 2000 alla quale la donna ha raccontato quei terribili momenti.
"Praticamente stanotte abbiamo avuto una scossa di terremoto che ha fatto cadere tutti i sassi - racconta Maddalena Cafini - Io sono rimasta chiusa nel salone, poi ho visto uno spiraglio di luce, ma continuavano le scosse quindi avevo paura di finire ancora più giù e di non poter uscire". Sono stati pochi minuti di buio e paura, ma in quella situazione sono parsi ore. "Chiamavo mio marito, la mamma, la bambina - ricorda Maddalena - ma non si sentiva niente, si vedeva solo questo spiraglio di luce, e poi piano piano ho tirato fuori tutti i sassi, sono riuscita a venire fuori, sono arrivati i soccorsi e mi hanno salvata".
Nella casa c’erano anche il marito, la figlia piccola della coppia e la madre di Maddalena, separati bruscamente dalla potenza del sisma. "La bimba stava con mio marito - ricorda ancora Maddalena con la paura dipinta sul volto - C'era una finestra, sono riusciti a saltare dalla finestra. Io li ho raggiunti dall'altro lato, poi i soccorritori hanno tirato fuori mia madre".
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.14011617:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2016/08/26/news/la-comunita-cinese-di-prato-si-tassa-1.14011617]]
Tra i soccorritori arrivati nelle zone terremotate c’era anche Alberto Nincheri, autista della Misericordia di Prato, partito con la prima colonna delle Misericordie, che ha montato il campo e ha fatto partire i generatori a Sant’Angelo di Amatrice. "Una situazione drammatica - racconta - Quello che colpisce è il grande silenzio e il buio, rischiarato solo dalla fotoelettriche. Eppure in questa situazione è stata la gente del posto a darci la colazione la mattina dopo. Persone eccezionali. Tornerò sicuramente a dare una mano, ne hanno bisogno". A Sant’Angelo c’è anche Cristiano Salvini, responsabile del polo logistico delle Misericordie che fa capo proprio alla sede di via Galcianese a Prato. Lui è arrivato ad Amatrice direttamente dal Meeting di Rimini.
- NIENTE FUOCHI AL LUNA PARK IN SEGNO DI LUTTO
- PRATO COL CUORE GRANDE, ECCO DOVE SI PUO' DONARE
- A RIETI 5TONNELLATE ALIMENTI RACCOLTI DAL GISPI
Sergio Brachi, responsabile della Protezione civile del Comune di Prato, è arrivato nella frazione di Cornillo ieri pomeriggio. "Anche solo arrivare qui è allucinante - racconta - ci abbiamo messo otto ore a causa della viabilità dissestata. I segni del terremoto sono ovunque e il problema è che ci sono tantissime frazioni. I volontari pratesi sono divisi tra i due campi di Cornillo e quello di Musicchio".
Li aspetta un lavoro lungo e paziente, a quasi mille metri d’altezza col freddo che di notte comincia a farsi sentire.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
