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Prato

Coop si adegua agli altri e apre in tutti i festivi

Coop si adegua agli altri e apre in tutti i festivi

La novità comunicata ai dipendenti scatterà a settembre e fa infuriare i sindacati «La società rinnega la propria storia, non ci saranno benefici ma solo disagi»

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PRATO. L’ex patron di Unicoop Firenze, Turiddo Campaini, prima di lasciare l’incarico ed essere sostituito da Daniela Mori, scrisse il libro “Un’altra vita è possibile”. Tra le altre cose, Campaini scriveva che mai e poi mai la storica cooperativa di consumo si sarebbe adeguata alle altre grandi aziende di grande distribuzione nell’aprire nei giorni di festa. Un aneddoto raccontato da Alberto Santini, segretario della Filcams Cgil di Prato, per stigmatizzare ancora di più la decisione di Unicoop di tenere aperti i superstore tutte le domeniche, a partire dall’imminente mese di settembre. Decisione, in totale sintonia con la legge attuale, meno con l’accordo integrativo ancora in vigore - sottolinea Santini - che nel caso di Parco Prato - alla stregua di altri grandi centri commerciali, coinvolgerà tutti i negozi per i vincoli esistenti nel centro commerciale di Tobbiana. Non solo i grandi store, ma anche quelli piccoli e a gestione familiare. «Questa decisione, se non ci sorprende più di tanto, ci lascia però molto perplessi - dice Santini - Il primo motivo è proprio una questione di storia della Coop che non va rinnegata, di quel che ha significato per decenni e quindi di coerenza. Il secondo è che il provvedimento sarà anche inutile, in quanto non sortirà benefici economici, come dimostrano i dati sulle vendite e i fatturati degli ultimi anni riguardo ai giorni di apertura festivi. Il tutto al prezzo di creare più spese e disagi fra i dipendenti. Ci hanno sempre detto che la Coop ha tenuto botta alla concorrenza pur lavorando meno domeniche e nonostante la crisi». È anche una questione di territorio, secondo la Cgil: «Va rispettata la tipologia territoriale: Prato non ha un tessuto sociale che può attrarre fatturati di chissà quale entità con le aperture nei festivi».

Sulla stessa lunghezza d’onda, in questa circostanza, l’Usb, primo sindacato a lanciare l’allarme a livello regionale. «È una decisione che va in controtendenza con le dichiarazioni fatte in passato da questa cooperativa in tema di aperture domenicali e allungamento serale di chiusura dei centri commerciali - scrive il sindacato di base - è una scelta quella della Coop che non ci trova d'accordo. In primo luogo perché riteniamo che la contrazione dei consumi che ha messo in crisi la grande distribuzione organizzata non si combatta con le aperture domenicali, la crisi che stiamo vivendo ha altre radici e la concorrenza con le altre catene della grande distribuzione si combatte offrendo un servizio qualitativo migliore e non prolungato nel tempo».

«Il rischio che percepiamo inoltre - prosegue l’Usb - è quello che alla lunga si voglia far passare la domenica come un giorno lavorativo qualsiasi inserendolo nella normale turnazione di lavoro e facendo riposare il lavoratore a rotazione negli altri giorni della settimana togliendo di conseguenza le attuali maggiorazioni lavorative che sono state da sempre un incentivo al lavoro domenicale di tutti quei dipendenti che saltuariamente per aumentare la propria retribuzione davano la loro disponibilità in virtu' di un maggiore guadagno».

Francesco Albonetti

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