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"Lavori all’anfiteatro: cantiere aperto a ottobre"
L’assessore Valerio Barberis non accetta l’accusa di aver perso tempo: «Abbiamo fatto tutto nel modo più rapido. Dovevamo trovare soluzioni e soldi»
PRATO. I lavori partiranno al più tardi a ottobre. A garantire che sull'auditorium di Santa Lucia ci saranno messe le mani in tempi brevi è l'assessore comunale Valerio Barberis che non accetta di sentirsi dire che i tempi di intervento sono stati lenti. «E' uno dei primi progetti su cui abbiamo messo l'attenzione - spiega Barberis - e purtroppo sono i tempi necessari. Avremmo potuto partire coi lavori ad aprile ma è cambiato il codice sugli appalti e questo ha richiesto più tempo. Con i residenti ci siamo accordati di far passare l'estate, periodo in cui si fa una festa, e di fare i lavori dopo».
IL VIDEO DEL TIRRENO
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Il Comune rende noto, dopo che nell'edizione di ieri è stato scritto che da tre anni dall'incidente accaduto alla bimba all'anfiteatro niente è cambiato, che il progetto definitivo è stato approvato a dicembre del 2015 e che quindi i tempi sono stati non lunghi e l'iter è andato a ritmo serrato con l'approvazione dell'esecutivo il 22 marzo. Da qui l'iter di assegnazione dei lavori che si dovrebbe concludere a fine agosto è proseguito con la stipula del contratto in un periodo compreso tra i 35 e i 60 giorni a partire dal 31 agosto. Se tutto va per il meglio tutto sarà pronto (conti del Comune) per aprire il cantiere per il 5 ottobre.
Dal 2 agosto del 2013, dopo la caduta, è stato chiaro che quell'anfiteatro non era in sicurezza e non solo per le ringhiere (subito cambiate) ma per i pavimenti in cotto divelti che con il passare dei mesi si sono sbriciolati sempre di più. «Il tempo intercorso dal nostro insediamento all'approvazione del progetto definitivo è stato necessario per trovare i soldi - spiega Barberis - e per trovare una soluzione tecnica che non fosse troppo onerosa. Alla fine abbiamo deciso di ricoprire la pavimentazione con una resina speciale. Questo ci consentirà di fare i lavori con 150mila euro e non con i 500mila che sarebbero stati necessari per togliere e rimontare il cotto. E che non avremmo trovato».
Quell’area però è stata per tre anni (dalla caduta della piccola che nei giorni scorsi è stata risarcita) insicura e pericolosa per chi l’ha frequentata. «Sappiamo benissimo qual era la situazione - dice duro l’assessore - perché abito lì e ci gioca anche mio figlio. Ma non abbiamo perso un minuto, abbiamo fatto tutto nel minimo tempo possibile».
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