Il Tirreno

Prato

In causa con il Comune da quattro anni, «ma chiedo solo di lavorare»

Lo striscione di protesta che Giuseppe Pennone ha affisso sul terreno in via Cava ormai sgomberato dai furgoni
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Lo striscione di protesta che Giuseppe Pennone ha affisso sul terreno in via Cava ormai sgomberato dai furgoni

L'acquisto di un terreno in via Cava per 100.000 euro e la brutta scoperta  di non poterlo utilizzare come deposito di auto dopo la denuncia della polizia municipale per abuso edilizio. La protesta di Giuseppe Pannone

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PRATO. Ha speso 100.000 euro per un terreno in via Cava a San Giusto che avrebbe dovuto utilizzare come deposito per la ventina di furgoni che commercia on line (o meglio l’acquisto è stato fatto dalla moglie che poi ha ceduto il terreno al marito in comodato gratuito). E invece ha avuto la più brutta delle sorprese: in seguito a un controllo della polizia municipale, nel lontano 2012, ha scoperto che la destinazione d’uso di quel campo era agricolo e che i mezzi lì proprio non potevano stare.

Da quattro anni Giuseppe Pannone, pratese doc, combatte contro una denuncia per abuso edilizio che l’ha costretto a spostare i mezzi in un campo di un amico, a rallentare l’attività, a sostenere grosse spese legali ma soprattutto a non recuperare l’investimento fatto e che ha portato la famiglia a ipotecare la casa. «Chiedo solo di lavorare - afferma Pennone - ma il Comune non me lo permette. Pago tasse e sono in regola. Evidentemente essere una persona onesta non paga» è lo sfogo del commerciante che sulla recinzione del terreno in via Cava, ormai vuoto, ha affisso un manifesto di protesta sul quale ha scritto: «A Prato è più facile delinquere che lavorare».

Una grossa grana per Pennone che è assistito, nel lungo iter processuale, dall’avvocato Bruno Campagni. «Pennone - spiega l’avvocato - ha immediatamente tolto mezzi e eliminato una prefabbricato che aveva montato non per vendere ma per ripararsi dal sole e dalla pioggia. Non solo, ha tolto anche la ghiaia che occupava solo un terzo dei tremila metri quadrati del campo e sui quali aveva messo i furgoni». Ed è questa la tesi difensiva che verrà esposta il 24 ottobre prossimo quando la causa con il Comune arriverà a fine: che Pennone utilizzava solo un terzo della superficie a sua disposizione e che poteva farlo.

«Si tratta - spiega il legale - della norma sulla parte prevalente che consente di utilizzare per l’attività un terzo e non di più dei fabbricati che hanno destinazioni d’uso diverse da quella per il quale si utilizzano. La stessa norma, secondo noi, vale anche per i terreni. Ma il problema di fondo - conclude Campagni - è che a Prato non esistono terreni con destinazioni a deposito».

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