Il Tirreno

Prato

La Misericordia piange Leo Mezzo secolo di volontariato

di Vittorio Vannucci
La Misericordia piange Leo Mezzo secolo di volontariato

Massai, 72 anni, martedì sera è morto per un infarto mentre si trovava in vacanza a Viareggio Il capoguardia lo scorso 22 luglio aveva ricevuto un’onorificenza. Oggi i funerali in San Domenico

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PRATO. Una scomparsa improvvisa: la morte di Leo Massai, 72enne capoguardia della Misericordia di Prato e veterano dei volontari con 50 anni di servizio sulle spalle, ha gettato nello sconforto la città. La famiglia Massai si trovava a Viareggio quando Leo è stato colto dall'infarto che non gli ha lasciato scampo. E a piangerlo non sono solo la moglie e la figlia ma tutto il mondo del volontariato: l'Arciconfraternita della Misericordia di Prato, l'altra famiglia nella quale Leo ha vissuto a lungo come in una seconda casa, è ugualmente colpita da un lutto che nessuno si aspettava.

«Ha prestato servizio sull'ambulanza per le emergenze del 118 appena lo scorso 1 agosto -ricorda Massimo Aiazzi, guidatore di automezzi- ci siamo salutati come sempre, questa perdita è enorme, ne sentiremo forte la mancanza».

Una vita spesa per il volontariato, a stretto contatto con i fratelli e le sorelle della Misericordia: «Ha insegnato tanto a tanti -continua Aiazzi- dalla gestione delle emergenze sanitarie in ambulanza agli interventi di solidarietà per i poveri, ed è per questo che verrà ricordato con commozione soprattutto dai più giovani».

Leo Massai era stato insignito dell'onorificenza per i 50 anni di servizio dal proposto Gianluca Mannelli lo scorso 22 luglio, ma il capoguardia non aveva certo intenzione di diminuire il suo impegno in Misericordia: «Per lui non era cambiato niente -aggiunge Aiazzi- proseguiva come prima, presente in sede anche il sabato e la domenica, senza sosta, continuava a mettersi a disposizione di tutti. La "chiave di volta" di una organizzazione come la Misericordia è il capoguardia, perché trasmette ai nuovi arrivati le conoscenze per operare».

«Era il nostro punto di riferimento -spiega Clara Buzzigoli, volontaria pratese di 20 anni- ci ha fatto da tutor, per qualsiasi cosa chiedevamo a lui». E proprio in virtù di questa disponibilità ed esperienza Leo era molto conosciuto in città -lavorava come operatore sanitario dell'istituto Santa Caterina in via San Vincenzo- ed era noto in tutta la provincia di Prato, a partire dalle sezioni decentrate della Confraternita: «Sono in Misericordia da 20 anni dal lontano 1997 -racconta Roberto Provenzano della sezione di Iolo- ricordo con piacere i momenti conviviali, a natale e capodanno, organizzati da Leo e dagli altri confratelli fin dai tempi della sede di via del Seminario. Si era creato un bel gruppo di persone molto affiatate anche fuori dal servizio -dice Provenzano- e Leo costituiva il motore di quella squadra. Mi ricordo anche il suo impegno come barelliere per il trasporto dei malati gravi al santuario di Lourdes, dove andava con la Confraternita di Prato e l'Unitalsi. Ci mancherà, che perdita».

E anche Marco Penna dell'Arciconfraternita di Montemurlo è commosso per l'addio inaspettato a Leo Massai: «Siamo tutti un po' sotto choc perché abbiamo partecipato, io compreso, alla festa del 22 luglio dove Leo è stato premiato per i 50 anni di servizio assieme ad Antonio Carboni, Paolo Serresi e Roberto Zanaschi, è stato un fulmine a ciel sereno -continua Penna- nell'occasione Leo ringraziò tutti con un bel discorso semplice e sentito, alla sua maniera. Era veramente l'architrave della Misericordia di Prato, in diverse circostanze da Montemurlo ci siamo rivolti a lui, il decano dei volontari pratesi. Ci stringiamo con affetto alla famiglia Massai per la grave perdita». Messaggi di cordoglio sono giunti alla Misericordia da Pubblica assistenza, Croce d'oro e dalle altre realtà del volontariato.

Il funerale si terrà oggi alle 17 nella chiesa di San Domenico.

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