Il Tirreno

Prato

"Ristorante per soli cinesi? Noi italiani ci abbiamo mangiato"

di Paolo Nencioni
Il ristorante Internazionale di via Roncioni
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Il ristorante Internazionale di via Roncioni

Le testimonianze di chi dice di essere stato respinto dal titolare dell'Internazionale di via Roncioni e di chi racconta di non aver mai avuto problemi. Un caso ancora aperto

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PRATO. Alcuni italiani dicono di essere stati respinti dal Ristorante Internazionale, il locale cinese di via Roncioni, altri giurano di averci mangiato spesso senza problemi. Sono passati tre giorni dalla nascita del caso, innescato da un articolo del 4 agosto della Nazione, e in attesa dei risultati degli accertamenti disposti dalla Procura e affidati alla squadra mobile della polizia per stabilire se si tratta di discriminazione o incomprensione, l'unica cosa ragionevolmente certa è che se c'è stato un divieto, è stato quantomeno un divieto selettivo: alcuni italiani sì, altri italiani no. Sarebbe comunque molto grave, ma di più al momento non si può dire.

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Si possono però mettere in fila alcuni nomi, quelli di chi dice di essere stato respinto e quelli di chi invece dice di aver pranzato senza problemi. Tra i primi, oltre al cronista della Nazione, ci sono i due imprenditori che hanno segnalato il problema e che oggi, 7 agosto, sono usciti allo scoperto: Antonio Vannelli e Daniele Alessi dicono di aver provato a cenare la scorsa settimana all'Internazionale insieme a sei clienti coreani e di essere stati respinti nonostante ci fosse posto. Vannelli dice anche di aver chiamato la guardia di finanza, ma di essersi sentito rispondere dal centralino che non potevano farci niente. Tra i "respinti" si iscrive anche un lettore del Tirreno, Simone Paoletti, che commenta un nostro articolo e dice di aver provato a prenotare, gli hanno detto che non c'era posto, poi sarebbe passato in via Roncioni e avrebbe visto il ristorante mezzo vuoto. Abbiamo provato invano a contattarlo, senza risposta.

Altri invece raccontano una storia diametralmente opposta. Lasciando da parte il titolare del ristorante Wang Chaohang, che nega tutto ma è legittimamente sospetto di essere di parte, c'è il suo ragioniere Aldemaro Lascialfari, che giura di aver cenato all'Internazionale il giorno stesso in cui è stato realizzato il servizio insieme a clienti italiani e di aver visto un'altra tavolata di italiani. C'è la titolare italiana della tabaccheria davanti al ristorante, che intervistata da Tv Prato ha detto di essere stata invitata dal ristoratore cinese e di aver visto italiani frequentare il locale. C'è Diego Blasi di Left Lab, che insieme a Luca Bravi ha promosso una cena italo-cinese all'Internazionale per il 13 settembre e che dice di aver frequentato il locale di via Roncioni senza problemi. Ci sono poi Roberto Caccamo, che commenta su Facebook: "Ma c'ho mangiato anch'io, come tanti altri amici. E si mangia bene. È dura da accettare ma esistono anche persone che riescono a non buttare fango sullo straniero a prescindere. Quanto astio inutile". E c'è Caterina Belli, anche lei su Facebook: "Ma noi ci abbiamo mangiato, oltretutto molto bene, un sacco di volte... L'ultima qualche mese fa! Non ci hanno mai fatto storie per entrare, anzi, son sempre stati gentilissimi". E ancora Giovanna Hernandez Munoz che scrive: "Io ci ho cenato tre anni fa. Eravamo gli unici italiani ma abbiamo mangiato tranquillamente". E infine, per ora, Paolo Magistro, su "Sei di Prato se...": "Io mi ricordo di essere stato a mangiare in questo ristorante diverse volte, un luogo tranquillo e con cucina di ottima qualità" (gli risponde Sonia Panzi: "Invece è vero perché è successo anche a me, non mi fecero entrare, sono anche bugiardi").

Insomma, due versioni poco, se non affatto, conciliabili. A meno che il ristoratore cinese di via Roncioni non abbia deciso di far entrare solo gli italiani che gli stanno simpatici. Anche questa sarebbe discriminazione, ma anche un modo abbastanza illogico di tirarsi la zappa sui piedi rinunciando a sicuri guadagni.

C'è una foto, scattata alla vigilia del Natale 2011, che quantomeno testimonia come cinque anni fa questo tipo di problemi non ci fossero. Nella foto sono ritratti i giovani imprenditori cinesi e italiani, tra i quali si riconosce Lorenzo Guazzini, che si fanno gli auguri di Natale al Ristorante Internazionale. C'era anche l'allora assessore provinciale Alessio Beltrame.

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