Il Tirreno

Prato

La burocrazia blocca il raddoppio

La burocrazia blocca il raddoppio

Fermo al ministero il documento che ratifica la statalizzazione della Declassata. Ecco perché le complanari sono urgenti

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Manca solo un’autorizzazione. Solo una. Quando la firma di un burocrate ministeriale (settore trasporti) verrà messa su quel foglio, il raddoppio al Soccorso da miraggio diventerà progetto. Tutto facile? Macchè. Perché proprio quella firma, necessaria per validare tutto il farraginoso procedimento per trasformare la Declassata in arteria di interesse nazionale che a sua volta legittima Anas a costruire, qualcuno non ha voglia di metterla. Per ora. Almeno non prima dell’invio di un’altra caterva di documenti, permessi, nulla osta, studi e numeri. Burocrazia, tanto per cambiare. Ecco il “collo di bottiglia” che blocca l’iter «costruito con grande fatica e grande volontà in questi anni» afferma il sindaco Matteo Biffoni, per risolvere il problema delle file in qui maledetti 800 metri di strada a due corsie tra via Nenni e via Marx dei quali si parla dal lontano 2006.

Ed ecco perché la giunta Biffoni il 26 luglio scorso ha messo nero su bianco in una delibera la necessità di realizzare, prima di ogni cosa, due strade complanari che correranno di fianco al tracciato della Leonardo da Vinci, sul piano stradale, quindi più in basso rispetto al sovrappasso sul quale corre l’arteria e che avranno un costo di 4 milioni di euro già stanziati. «Le complanari servono a prescindere - spiega l’assessore all’urbanistica Valerio Barberis - sia in caso di cantiere per la realizzazione del tunnel (27 milioni di soldi statali e regionali ndr), sia come collegamento tra la Declassata e i quartieri lungo i quali scorre». E, verrebbe da dire, male che vada, se i tempi della burocrazia dovessero allungarsi molto, ci saranno comunque due nuove strade a ridosso del restringimento che serviranno a diminuire il carico di traffico sulla Declassata. In realtà è il Piano della mobilità sostenibile dello staff dell’assessore Filippo Alessi - cui spetterà la progettazione delle strade lungo via dell’Autostrada e via Panziera, ovviamente a senso opposto di marcia ma con alcuni espropri da fare - a sostenere, sulla base degli studi sui flussi di traffico, che tra via Nenni e via Marx, ma più in generale lungo tutta la da Vinci, complanari di alleggerimento e connessione, servirebbero eccome. Cosa c’è e cosa manca nel procedimento per il raddoppio? C’è il protocollo d’intesa firmato da Cipe, presidenze del consiglio, comuni interessati, città metropolitana di Firenze e Provincia, sulla statalizzazione; ci sono i soldi (21 milioni) stanziati e dati Anas; ci sono due (troppa grazia) procedimenti per la statalizzazione della Declassata. Manca la firma sull’autorizzazione alla statalizzazione e manca un nuovo accordo tra ministero dei Trasporti, Regione, Anas e Comune per decidere chi fa cosa. A Prato toccano le complanari. Per tutto il resto, dita incrociate.

Cristina Orsini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web