Il Tirreno

Prato

Il ristoratore: «Non è vero che tengo fuori gli italiani»

Il titolare dell’Internazionale di via Roncioni replica all’accusa di discriminazione Il ragioniere: «Forse è un equivoco» ma la procura apre un fascicolo sulla vicenda

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PRATO. Ingresso vietato agli italiani nel ristorante cinese? La notizia sarebbe ghiotta, in una città da sempre sensibile alla questione orientale, ma le cose, a sentire il titolare del Ristorante Internazionale di via Roncioni e il suo commercialista, non stanno proprio così. Nell'edizione di ieri della Nazione si dava conto di un fatto che, se fosse vero, sarebbe increscioso: un cronista scrive di essersi presentato ieri all'ora di pranzo al ristorante di via Roncioni e di essersi sentito rispondere che per gli italiani non c'era posto. «Cinesi, solo cinesi», queste le parole attribuite al titolare del locale. Il titolare si chiama Wang Chaohang e di fronte alle domande del Tirreno dà altre risposte. O meglio, lui parla molto male l'italiano (e questo è già un bel problema), si limita a dire che gli italiani frequentano il suo ristorante e che non si è mai sognato di metterli alla porta. Poi chiama il suo commercialista, Aldemaro Lascialfari, e ci passa il telefono. «Non scherziamo, forse si sono capiti male - prova a spiegare Lascialfari - Il problema è che all’Internazionale spesso non aprono a pranzo, forse il titolare ha detto che era chiuso, ma per tutti, non solo per gli italiani».

«D'altra parte - aggiunge Lascialfari - io ero a cena all'Internazionale proprio ieri sera (mercoledì, ndr) con alcuni clienti e poco distante c'era un tavolo di italiani, dunque...». Wang Chaohang apre la porta del locale e ci fa entrare dentro, prende un menù e ce lo mostra: le pietanze sono indicate in cinese e in italiano, come in tutti i ristoranti orientali di Prato (del resto lo prescrive la legge). Per lui questa è la prova che gli italiani ci vengono e che lui ha interesse ad averli come clienti.

Se poi invece quella di ieri è una marcia indietro dettata dalla consapevolezza di aver fatto una sciocchezza, questo può saperlo solo il ristoratore. Di fatto nei tanti ristoranti cinesi di Prato non è mai stato segnalato un divieto di ingresso agli italiani e anzi alcuni, come Ravioli Liu di via Filzi, sono frequentati più da italiani che da orientali. Sui social sono comparse decine di commenti a proposito del caso dell’Internazionale, in gran parte negativi nei confronti dei cinesi.

Sia come sia, il procuratore capo Giuseppe Nicolosi, lette le notizie di stampa, ha aperto un fascicolo per accertare che non si configurino reati. Si vedrà molto presto.

L'Internazionale, uno dei ristoranti cinesi più grandi di Prato, è aperto all'angolo tra via Roncioni e via Nenni da sei anni e finora non erano mai arrivate segnalazioni di discriminazione nei confronti di italiani. All'Internazionale non sono mancate le grane in questi anni, con ispezioni dell'Asl e della guardia di finanza. In un paio di occasioni il locale è stato chiuso temporaneamente e la licenza sospesa perché, si disse, il titolare non sapeva l'italiano e aveva un attestato di un corso di formazione tenuto in lingua italiana. Il ragionier Lascialfari spiega che poi la giustizia amministrativa ha poi dato ragione a Wang .

Paolo Nencioni

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