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Elettricista folgorato, mancava il salvavita
Sopralluogo nel magazzino di via Tofani dove il 23 luglio è stato trovato morto un cinese di 62 anni
PRATO. Polizia, tecnici del Dipartimento di prevenzione dell’Asl e guardia di finanza hanno compiuto ieri pomeriggio un sopralluogo nel magazzino di via Tofani, una traversa di via Filzi, dove nella notte di sabato 23 luglio è stato trovato morto un elettricista cinese di 62 anni, Peng Taomei.
Il sopralluogo è stato delegato dal sostituto procuratore Antonio Sangermano, titolare delle indagini, per acquisire tutti gli elementi utili all’accertamento delle responsabilità.
Al momento l’unica indagata è la titolare della confezione Vittoria, una cinese di 31 anni assistita dall’avvocato Tiziano Veltri, mentre i familiari della vittima sono assistiti dall’avvocato Patrizio Fioravanti.
Un primo risultato del sopralluogo, secondo quanto riferito dai legali, è che nel magazzino mancherebbe un impianto salvavita. E questo potrebbe aver provocato la morte dell’elettricista, che è rimasto folgorato mentre sostituiva un neon ed è poi caduto dalla scala sulla quale si trovava procurandosi un fortissimo trauma cranico.
La titolare della confezione Vittoria è in possesso di un contratto di sublocazione firmato da un imprenditore italiano.In altre parole l’italiano aveva preso in affitto il magazzino e poi lo ha subaffittato alla ditta cinese. L’imprenditrice indagata sostiene che il contratto era stato firmato solo pochi giorni prima dell’incidente mortale e che l’impianto elettrico non sarebbe stato a norma. Questa sarà probabilmente la sua linea difensiva nel corso del procedimento penale.
Bisognerà poi capire con precisione a quando risale la morte dell’elettricista. I primi accertamenti hanno concluso che il decesso è avvenuto qualche ora prima della scoperta del corpo. Che cosa è accaduto nel frattempo? Anche questa è una domanda al momento senza risposta.
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