Il Tirreno

Prato

Inneggia all'Isis mentre picchia la moglie: allontanato da casa

di Paolo Nencioni
Il sostituto procuratore Antonio Sangermano insieme al procuratore capo Giuseppe Nicolosi
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Il sostituto procuratore Antonio Sangermano insieme al procuratore capo Giuseppe Nicolosi

Il provvedimento è scattato nei confronti di un algerino di 49 anni residente a Prato accusato di maltrattamenti in famiglia. Alle figlie minorenni aveva vietato l'uso di Facebook

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PRATO. La polizia municipale ha notificato oggi, 1° agosto, un provvedimento di divieto di avvicinarsi alla casa della moglie nei confronti di un algerino di 49 anni, che nei giorni scorsi era stato denunciato per maltrattamenti dalla polizia. Secondo quanto riferito dalla moglie italiana, l'uomo avrebbe inneggiato all'Isis, lo Stato islamico, mentre si accaniva sulla donna davanti agli occhi delle due figlie di 14 e 16 anni, un'aggressione che aveva spinto il figlio maggiorenne della coppia a impugnare un tubo di ferro col quale ha colpito il padre rompendogli un braccio.

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"Prima o poi l'Isis arriverà anche qui" avrebbe detto l'uomo prima di essere colpito dal figlio. Una situazione familiare estrema, quella in cui è maturata la vicenda, un caso che gli addetti ai lavori classificano come "maltrattamento culturale". Il padre era già stato condannato per maltrattamenti in famiglia, ma la moglie lo aveva ripreso a casa. Anche dopo l'ultima aggressione l'uomo aveva continuato a vivere con la famiglia. Disoccupato e forte consumatore di droghe leggere, riferiscono gli inquirenti, l'algerino pretendeva però che moglie e figli rispettassero alla lettera i precetti dell'Islam e alla figlie adolescenti aveva vietato l'uso di Facebook. Il divieto di avvicinarsi a casa della moglie è stato chiesto dal sostituto procuratore Antonio Sangermano e disposto dal giudice per le indagini preliminari.

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