Messicano trovato morto nell’oliveta di S. Cristina
Il corpo senza vita di un uomo di 47 anni scoperto dal proprietario del terreno Aveva i pantaloni abbassati, il decesso potrebbe risalire a tre o quattro giorni
PRATO. Al 99% non è stato ucciso l’uomo il cui corpo senza vita è stato trovato nel tardo pomeriggio di mercoledì sulle prime pendici della Calvana, in un’oliveta non distante dalla chiesa di Santa Cristina a Pimonte. Si tratta, stando a quanto riferiscono gli inquirenti, di un uomo di 47 anni di nazionalità messicana ma con cittadinanza italiana, che risulta residente a Prato e di cui non è stato fornito il nome.
Un nome che peraltro non compare nelle banche dati delle forze dell’ordine e sul cui conto si sa soltanto che risultava facesse il saldatore e lavorava per un’azienda di Calenzano. Sembra non avesse un domicilio fisso e si facesse ospitare da amici.
Secondo il medico legale Luciana Sonnellini, che ha compiuto un esame esterno e oggi eseguirà l’autopsia disposta dal sostituto procuratore Valentina Cosci, la morte potrebbe risalire a tre o quattro giorni prima della scoperta. Nessuno però aveva presentato una denuncia di scomparsi. Il quarantasettenne messicano è stato sposato ma era separato e l’ex moglie, sentita dal magistrato, sembra non abbia portato alcun elemento in più alle indagini condotte dalla squadra mobile della polizia. Il datore di lavoro e i colleghi probabilmente l’hanno cercato, ma è stato il proprietario dell’appezzamento di terreno vicino al piccolo cimitero della chiesa a scoprire mercoledì pomeriggio il cadavere e ad avvertire la polizia.
Il morto è stato trovato con la camicia aperta e i pantaloni leggermente abbassati. Questo ha fatto pensare che possa aver accusato un malore mentre era impegnato in un rapporto sessuale, ma al momento è solo una supposizione, alimentata dal fatto che in quella zona ogni tanto è stata segnalata l’attività di prostitute e transessuali.
In quella stessa zona qualche anno fa fu trovato il cadavere in avanzato stato di decomposizione di una donna accanto a un traliccio. La Procura indagò a lungo per darle un nome, ma si riuscì solo a capire che era quasi certamente un’orientale. L’unico indizio per rintracciare eventuali parenti era un ciondolo che però non è servito per risalire da un corpo senza vita a un volto.
Paolo Nencioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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